Raghuram Rajan
La maggior parte delle organizzazioni considera le turbolenze economiche globali come un problema di previsione, qualcosa che si può risolvere con dati più accurati o analisi più rapide. Ma non è così. Gli squilibri strutturali che generano crisi finanziarie e instabilità politica si sviluppano lentamente, sotto gli occhi di tutti, e vengono sistematicamente ignorati finché non è più possibile farlo. I consigli di amministrazione che confondono la volatilità ciclica con le fratture strutturali prendono decisioni errate in materia di allocazione del capitale, ingresso nel mercato e gestione del rischio, e se ne rendono conto solo quando arriva la correzione.
Rajan – ex capo economista del FMI, governatore della Banca centrale indiana e l’economista che aveva previsto la crisi finanziaria del 2008 tre anni prima che scoppiasse – aiuta i consigli di amministrazione a comprendere le linee di frattura strutturali della finanza globale che le previsioni standard trascurano sistematicamente.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Raghuram Rajan
- Il modello Fault Lines – vincitore del premio FT-Goldman Sachs Business Book of the Year 2010 – offre alle organizzazioni una diagnosi specifica e ben definita per distinguere lo squilibrio economico strutturale dalla volatilità ciclica. Si tratta di uno strumento diverso dalla pianificazione degli scenari o dalle prospettive macroeconomiche, e più utile a livello di consiglio di amministrazione.
- È l'unico economista di spicco ad aver previsto pubblicamente e formalmente in anticipo la crisi finanziaria del 2008 – in occasione del simposio della Federal Reserve a Jackson Hole nel 2005 – ed è stato ignorato all'epoca. Questo curriculum è una credenziale che nessun altro relatore di economia possiede.
- Ha guidato una delle principali banche centrali in un periodo di grave stress valutario e fuga di capitali, offrendo a un pubblico di alto livello l'accesso a informazioni privilegiate sul processo decisionale dall'interno di un'autorità monetaria sotto pressione, non a un'analisi accademica retrospettiva della stessa.
- La sua teoria del "Terzo Pilastro" – secondo cui i mercati e gli Stati, operando senza comunità sane, producono il contraccolpo politico che oggi definisce il rischio operativo per le organizzazioni globali – fornisce una spiegazione strutturale dell’instabilità che la maggior parte dei modelli di rischio aziendale considera solo come rumore di fondo.
- In qualità di presidente del Gruppo dei Trenta, l'organismo di alto livello che plasma il pensiero sulla politica monetaria e finanziaria globale, la sua analisi è attuale e orientata alle politiche, non retrospettiva.
Punti salienti della biografia
- Katherine Dusak Miller, Professore Emerito di Finanza, Booth School of Business dell’Università di Chicago
- 23° Governatore della Reserve Bank of India (2013–2016); Vicepresidente del Consiglio della Banca dei Regolamenti Internazionali (2015–2016)
- Capo economista e direttore della ricerca, Fondo Monetario Internazionale (2003–2006)
- Ha presentato una ricerca al simposio della Federal Reserve a Jackson Hole nel 2005, mettendo in guardia dai rischi finanziari strutturali – ampiamente riconosciuta come una previsione lungimirante della crisi finanziaria globale del 2008
- Autore di Fault Lines (FT-Goldman Sachs Business Book of the Year, 2010) e The Third Pillar (finalista al FT/McKinsey Business Book of the Year, 2019); coautore di Breaking the Mould (Princeton University Press, 2024)
- Presidente del Group of Thirty; presidente della Per Jacobsson Foundation; membro dell’American Academy of Arts and Sciences
- Premio Fischer Black, American Finance Association (prima edizione, 2003); Premio Deutsche Bank per l’economia finanziaria (2013); Central Banker of the Year di Euromoney (2014); Central Banker of the Year di Banker Magazine (2016)
- Collaboratore regolare di Project Syndicate su politica economica e monetaria globale
Biografia
Le crisi finanziarie non arrivano senza segnali: arrivano senza che ci si creda. Nel 2005, al simposio annuale della Federal Reserve a Jackson Hole, Rajan presentò una ricerca che individuava rischi strutturali nel sistema finanziario che, se non affrontati, avrebbero potuto provocare una grave crisi. L’allora Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Lawrence Summers respinse pubblicamente l’analisi. Tre anni dopo, scoppiò la crisi finanziaria del 2008.
Quell'episodio è alla base dell'argomentazione centrale di Rajan, sviluppata in Fault Lines – il libro d'affari dell'anno 2010 secondo il Financial Times e Goldman Sachs – secondo cui le crisi finanziarie globali affondano le loro radici in squilibri politici ed economici strutturali, non in fallimenti isolati del mercato. Ha applicato questo quadro a livello di politica concreta: come capo economista del FMI dal 2003 al 2006, plasmando l’analisi economica globale in un periodo di forte stress finanziario; e come 23° governatore della Reserve Bank of India dal 2013 al 2016, gestendo la politica monetaria in un contesto di pressioni valutarie e deflussi di capitali che hanno messo alla prova la resilienza dei mercati emergenti.
Il suo libro del 2019, The Third Pillar, finalista al premio FT/McKinsey Business Book of the Year, estende l’argomentazione all’economia politica. Il dibattito convenzionale tra mercati e Stato, sostiene Rajan, ignora la comunità come terzo pilastro, altrettanto necessario, della stabilità economica. Quando quel pilastro si erode – poiché la globalizzazione concentra i guadagni e disperde i costi – ne consegue una reazione politica. Questa dinamica costituisce ora un rischio operativo primario per le organizzazioni di ogni settore.
In qualità di presidente del Group of Thirty, collaboratore regolare di Project Syndicate e coautore di Breaking the Mould (Princeton University Press, 2024) – che propone un nuovo percorso di sviluppo economico per l’India, dato che il tradizionale modello di crescita basato sull’industria manifatturiera sta diventando meno sostenibile – Rajan continua a lavorare all’intersezione tra analisi economica e politica pratica, dove le conseguenze di una diagnosi errata sono più chiaramente visibili.
Argomenti principali
- Macroeconomia globale e stabilità finanziaria
- Rischio strutturale e condizioni che precedono le crisi finanziarie
- Banca centrale e politica monetaria
- Mercati emergenti e sviluppo economico
- Economia politica: globalizzazione, populismo e comunità
- Il percorso economico dell'India e le riforme strutturali
- ESG, informativa societaria e capitalismo responsabile
Ideale per
- Consigli di amministrazione e team dirigenziali di organizzazioni multinazionali che valutano i rischi macroeconomici e geopolitici
- Dirigenti senior nel settore dei servizi finanziari: banche, gestione patrimoniale, assicurazioni e istituzioni bancarie centrali
- Responsabili della strategia e del rischio che sottopongono a stress test le ipotesi relative ai mercati globali
- Enti governativi, forum politici e organizzazioni economiche internazionali
Risultati per il pubblico
- Un quadro specifico per interpretare le linee di frattura strutturali nell'economia globale, distinto dalle previsioni macroeconomiche standard
- Comprensione approfondita di come le banche centrali valutano la pressione politica rispetto ai mandati politici – da parte di chi ha gestito tale tensione in carica
- Una spiegazione più chiara del perché la globalizzazione generi reazioni politiche negative e di cosa ciò significhi per le organizzazioni che operano in contesti politici diversi
- Contesto per il rischio dei mercati emergenti – in particolare l’India – basato sull’esperienza politica piuttosto che su analisi esterne
- Una base più rigorosa per sottoporre a stress test le ipotesi macroeconomiche incorporate nella strategia aziendale e nelle decisioni di investimento
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