Mark Roe

I consigli di amministrazione e i dirigenti operano all’interno di strutture di governance che non hanno progettato e che spesso non comprendono appieno. Le norme che regolano la proprietà aziendale, il potere degli azionisti e la regolamentazione finanziaria sono il risultato di compromessi politici, non di un’ottimizzazione economica. Quando le organizzazioni identificano erroneamente la fonte di un vincolo strutturale – attribuendo la colpa della miopia a problemi causati dall’incertezza politica, oppure attribuendo la colpa della regolamentazione a tendenze determinate dal consolidamento del mercato – adottano rimedi sbagliati e si espongono a rischi che non hanno diagnosticato.

Mark J. Roe spiega perché le strutture di governance aziendale sono influenzate dalla politica, e non solo dai mercati, e cosa ciò comporti per i consigli di amministrazione, gli investitori e le autorità di regolamentazione chiamati a gestire i rischi finanziari e strutturali, attingendo a tre decenni di ricerche pubblicate presso la Harvard Law School.

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Perché le organizzazioni collaborano con Mark Roe

  • Le sue ricerche pubblicate identificano le forze politiche specifiche – gruppi di interesse, contrattazione legislativa, dipendenza dal percorso normativo – che determinano le modalità di governance delle società nei diversi sistemi nazionali, fornendo ai consigli di amministrazione e agli investitori una mappa strutturale che l’analisi economica da sola non è in grado di offrire.
  • Missing the Target (Oxford, 2022) ha smontato la narrativa dominante sul “cortoterminismo” con dati relativi all’intera economia, offrendo a dirigenti e responsabili politici una diagnosi corretta dei motivi per cui i modelli di investimento aziendale sono cambiati – e dove si trovano le vere leve politiche.
  • La sua analisi delle dinamiche del «too big to fail» spiega come le garanzie implicite del governo distorcano la struttura aziendale e proteggano il management dalla disciplina di mercato, un quadro di riferimento direttamente rilevante per le istituzioni finanziarie, le loro autorità di regolamentazione e le imprese esposte al rischio di controparte sistemico.
  • Due decenni di commenti sul *Financial Times*, sul *Wall Street Journal* e su *Project Syndicate* dimostrano che le sue argomentazioni sono state messe alla prova in pubblico, non solo sulle riviste accademiche: le posizioni che assume nelle sale dei consigli di amministrazione sono le stesse che difende sulla stampa finanziaria.
  • La sua attuale ricerca sulla trasformazione delle società quotate negli Stati Uniti (numero di aziende in calo, maggiore concentrazione di profitti e potere di mercato) ridefinisce un dibattito che incide direttamente sulla strategia di fusioni e acquisizioni, sull’allocazione del capitale e sul rischio normativo.

Punti salienti della biografia

  • Professore di diritto David Berg alla Harvard Law School dal 2001
  • Autore di quattro libri pubblicati da Oxford University Press, Princeton University Press e Foundation Press, tra cui *Missing the Target* (2022) e *Strong Managers, Weak Owners* (1994)
  • Classificato tra i primi 50 professori di diritto più citati su SSRN, con un picco di carriera al 10° posto
  • Membro eletto dell’American Academy of Arts and Sciences; membro dell’American College of Bankruptcy; membro dell’European Corporate Governance Institute
  • Vincitore del premio ECGI Allen & Overy Working Paper Prize (2015) per la ricerca sul degrado strutturale delle società nel settore finanziario «too big to fail»
  • Collabora regolarmente con Project Syndicate dal 2004, con commenti pubblicati sul Financial Times, su Forbes e sul Wall Street Journal

Biografia

La governance societaria viene solitamente trattata come un problema di progettazione: basta definire correttamente gli incentivi, allineare il consiglio di amministrazione agli interessi degli azionisti e la struttura dovrebbe ottimizzarsi da sola. La ricerca di Mark J. Roe presso la Harvard Law School ha dedicato tre decenni a dimostrare che questa visione è incompleta. I suoi libri *Strong Managers, Weak Owners* (Princeton, 1994) e *Political Determinants of Corporate Governance* (Oxford, 2003) hanno consolidato una tesi oggi ampiamente citata: le strutture di governance negli Stati Uniti e nelle principali economie sono plasmate tanto dalle forze politiche quanto dalla logica di mercato.

Le implicazioni pratiche sono specifiche. Negli Stati Uniti, la frammentazione dell’azionariato non è semplicemente il risultato di mercati dei capitali profondi. Essa riflette un secolo di decisioni politiche che hanno impedito alle istituzioni finanziarie di accumulare partecipazioni azionarie concentrate. Nell’Europa continentale, l’assetto politico del dopoguerra ha rafforzato il potere dei lavoratori e consolidato strutture di controllo azionario che persistono ben oltre le condizioni che le hanno generate. Il lavoro di Roe traccia queste connessioni con dati e dettagli istituzionali, fornendo ai dirigenti aziendali e ai responsabili politici un quadro di riferimento per comprendere perché la riforma della governance così spesso si arena o produca conseguenze indesiderate.

Il suo libro più recente, *Missing the Target* (Oxford, 2022), ha messo in discussione il consenso prevalente secondo cui la mentalità a breve termine del mercato azionario sta paralizzando gli investimenti aziendali e la ricerca e sviluppo. Utilizzando dati relativi all’intera economia, Roe ha dimostrato che la spesa aziendale in ricerca e sviluppo è in aumento, non in calo, e che i veri responsabili del calo degli investimenti sono l’incertezza politica, l’accelerazione del cambiamento tecnologico e il crollo dei finanziamenti governativi alla ricerca. Il Wall Street Journal lo ha definito una lettura essenziale per chiunque si occupi di mercati e politica.

Prima di dedicarsi alla carriera accademica, Roe ha lavorato presso il Sistema della Federal Reserve e presso lo studio Cahill Gordon & Reindel a Wall Street. Ha ricoperto incarichi di docenza alla Rutgers, all’Università della Pennsylvania e alla Columbia prima di approdare ad Harvard nel 2001. Il suo articolo sulla finanza «too big to fail» ha vinto il premio ECGI Allen & Overy nel 2015. È membro eletto dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze e ha pubblicato oltre 160 articoli accademici, con più di 10.000 citazioni registrate da ResearchGate.

Argomenti principali delle conferenze

  • Economia politica della governance aziendale
  • Regolamentazione finanziaria e rischio sistemico
  • Miopia aziendale e investimenti a lungo termine
  • Il fenomeno «too big to fail» e il degrado strutturale delle imprese
  • Attivismo azionario e scopo aziendale
  • Fallimento, ristrutturazione e negoziazione con i creditori
  • La trasformazione dei mercati pubblici statunitensi

Ideale per

  • Consigli di amministrazione, presidenti e amministratori non esecutivi che valutano le strutture di governance in un contesto normativo politicizzato
  • Direttori finanziari, responsabili legali e responsabili della strategia aziendale presso società che devono affrontare la regolamentazione finanziaria, le operazioni di fusione e acquisizione o le decisioni relative alla struttura del capitale
  • Investitori istituzionali, fondi sovrani e gestori patrimoniali che valutano il rischio di governance in diverse giurisdizioni
  • Destinatari delle politiche, autorità di regolamentazione e banchieri centrali che esaminano l’intersezione tra economia politica e stabilità finanziaria

Risultati per il pubblico

  • Una spiegazione strutturale del perché le norme di governance aziendale differiscano tra le principali economie e del perché la convergenza sia stata più lenta del previsto
  • Una riformulazione, basata sui dati, del dibattito sul "cortoterminismo" che distingue i vincoli di investimento reali dalle narrazioni politicamente convenienti
  • Una comprensione di come le dinamiche del «too big to fail» distorcano la struttura aziendale e creino rischi nascosti per le controparti e gli investitori
  • Un quadro di riferimento per valutare in che modo l’incertezza politica, la pressione dei gruppi di interesse e la dipendenza dal percorso normativo influenzino l’allocazione del capitale e la pianificazione strategica
  • Esempi specifici tratti dalla storia aziendale statunitense ed europea che rendono concreti i dibattiti astratti sulla governance e li rendono applicabili alle attuali decisioni a livello di consiglio di amministrazione

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