Emma Reed Turrell
Il bisogno di compiacere gli altri e la sindrome dell’impostore sono fenomeni ampiamente riconosciuti negli ambienti di lavoro, ma raramente considerati come il freno operativo che in realtà rappresentano. Si manifestano sotto forma di confini non rispettati, disaccordi inespressi durante le riunioni, talenti che rendono al di sotto delle proprie potenzialità senza darlo a vedere e dirigenti che vanno incontro al burnout senza una spiegazione chiara. La maggior parte dei programmi sul benessere identifica il problema; pochi, però, forniscono alle persone il vocabolario clinico necessario per affrontarlo.
Emma Reed Turrell è una psicoterapeuta e autrice che aiuta le organizzazioni a identificare e superare quei modelli comportamentali personali — come il bisogno di compiacere gli altri, la sindrome dell’impostore e i punti ciechi — che, in modo impercettibile, minano le prestazioni, la comunicazione e il benessere sul posto di lavoro.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Emma Reed Turrell
- Porta l’ambiente dello studio medico nella sala del consiglio. Gli schemi che utilizza con il pubblico sono gli stessi che applica nella sua pratica clinica privata, non un modello preso in prestito e adattato alle presentazioni aziendali.
- Due libri pubblicati da case editrici specializzate, con tesi ben definite – *Please Yourself* (HarperCollins) sul bisogno di compiacere gli altri e *What Am I Missing?* (Penguin) sui quattro profili dei punti ciechi – conferiscono ai suoi contenuti una struttura riconoscibile che il pubblico può mettere in pratica dopo la sessione.
- La sua tipologia dei quattro punti ciechi (Il Gladiatore, Il Ponte, L’Imbroglione, La Roccia) offre ai team un linguaggio condiviso e privo di giudizi per affrontare gli attriti che solitamente non vengono menzionati nei colloqui individuali e nelle revisioni di gruppo.
- La conduzione, insieme a Elizabeth Day, del programma *Best Friend Therapy*, giunto ormai alla settima stagione, le ha permesso di affinare la capacità di tradurre materiale clinico in un linguaggio accessibile a un pubblico non specializzato, senza perdere in precisione.
- Lo status di professionista accreditata MBACP significa che i datori di lavoro possono affidare contenuti delicati (confini, autostima, evitamento dei conflitti) a una professionista iscritta all’albo, non a una relatrice motivazionale che opera in un ambito affine.
Punti salienti della biografia
- Autrice di *Please Yourself: How to Stop People-Pleasing and Transform the Way You Live* (HarperCollins).
- Autrice di *What Am I Missing? Discover the Four Blind Spots That Are Holding You Back*, Penguin.
- Co-conduttrice del podcast *Best Friend Therapy* con Elizabeth Day, giunto alla settima stagione.
- Psicoterapeuta accreditata MBACP con studio privato (The Therapy Loft).
- Laureata in Lettere inglesi al Queens’ College di Cambridge; ha ricoperto ruoli commerciali per dieci anni prima di riorientarsi professionalmente.
- Tra i suoi incarichi aziendali, riportati nei profili del suo studio, figurano Diageo, Sky, AstraZeneca, ClearScore, Evelyn Partners e il Foreign & Commonwealth Office.
Biografia
I problemi più comuni all’interno delle grandi organizzazioni – persone incapaci di dire di no, leader che non riescono a chiedere aiuto, collaboratori di talento che sottovalutano il proprio lavoro – derivano dagli stessi schemi psicologici che riempiono il carico di lavoro di un terapeuta. Emma Reed Turrell ha dedicato quindici anni all’analisi clinica di questi schemi, e i suoi interventi pubblici si basano direttamente su ciò che osserva nel suo studio.
Ha studiato Lettere al Queens’ College di Cambridge, ha trascorso un decennio in ruoli commerciali, poi si è riqualificata come psicoterapeuta ottenendo l’accreditamento MBACP. Attualmente gestisce uno studio privato, The Therapy Loft, oltre a dedicarsi alla scrittura e alle conferenze. I due libri, *Please Yourself* (HarperCollins), sulla struttura del comportamento volto a soddisfare gli altri, e *What Am I Missing?* (Penguin), sui quattro profili di punti ciechi identificati, costituiscono il materiale di riferimento per i contenuti dei suoi interventi.
Il suo podcast condotto insieme a Elizabeth Day, *Best Friend Therapy*, giunto ormai alla settima stagione, le ha permesso di raggiungere un pubblico che va oltre quello clinico e l’ha aiutata a rendere le idee terapeutiche applicabili nelle conversazioni lavorative quotidiane. Il risultato è una relatrice in grado di coinvolgere per un’ora un pubblico non specializzato su temi quali il bisogno di compiacere gli altri, la sindrome dell’impostore o i punti ciechi inconsci, fornendo loro un vocabolario da riportare all’interno del proprio team.
Tra le organizzazioni che l’hanno ingaggiata figurano Diageo, Sky, AstraZeneca, ClearScore, Evelyn Partners e il Foreign & Commonwealth Office, datori di lavoro per i quali il benessere dei dipendenti e la comunicazione non sono argomenti secondari, ma questioni concrete di fidelizzazione e produttività.
Argomenti principali delle conferenze
- Il bisogno di compiacere gli altri e i confini sul posto di lavoro
- La sindrome dell’impostore nei team ad alte prestazioni
- Punti ciechi psicologici e consapevolezza di sé
- Autostima e fiducia in se stessi sul lavoro
- Salute mentale e benessere sul posto di lavoro
- Comunicazione non conflittuale
- Resilienza e gestione dello stress
Ideale per
- Direttori delle risorse umane (CHRO), responsabili del talento e responsabili della formazione e dello sviluppo (L&D) che progettano programmi di benessere e comunicazione per l’intera forza lavoro.
- Reti di donne e gruppi di leader emergenti alle prese con la sindrome dell’impostore e l’autostima.
- Team dirigenziali che desiderano un linguaggio comune per affrontare i modelli di attrito che emergono durante i colloqui individuali e le valutazioni.
- Conferenze per i dipendenti ed eventi che coinvolgono l’intera organizzazione, in cui i contenuti sul benessere richiedono un approccio scientifico piuttosto che un tono motivazionale superficiale.
Risultati per il pubblico
- Un vocabolario specifico per definire i modelli comportamentali legati al bisogno di compiacere gli altri, alla sindrome dell’impostore e ai punti ciechi che influenzano il lavoro quotidiano.
- Strumenti specifici per stabilire dei limiti e gestire l’autostima che i partecipanti potranno utilizzare già dalla settimana successiva.
- Riconoscimento di quale dei quattro profili di punto cieco (Gladiatore, Ponte, Lavoratore instancabile, Roccia) sia più presente nel proprio comportamento.
- Tecniche pratiche di gestione dell’ansia tratte dalla sua pratica clinica, compreso l’approccio della “scatola delle preoccupazioni”.
- Il permesso di considerare il benessere come un tema operativo serio, non come un semplice benefit accessorio.
Discorsi
Un’analisi clinica dei modelli comportamentali che determinano il desiderio di compiacere gli altri sul posto di lavoro e del costo che questi comportano per gli individui e i team.
Punti chiave:
- Una tipologia dei comportamenti volti a soddisfare gli altri e come si manifestano durante le riunioni, nei feedback e nelle decisioni relative all’avanzamento di carriera.
- Tecniche specifiche per stabilire dei limiti senza compromettere le relazioni.
- Una ridefinizione dell’autostima che la svincola dalla ricerca dell’approvazione.
Le origini, i sintomi e il costo operativo della sindrome dell’impostore, in particolare nelle persone di grande successo inclini al perfezionismo.
Punti chiave:
- Otto passi concreti per gestire i sentimenti di impostura quando si è sotto pressione.
- Strumenti per rivalutare le convinzioni profonde che alimentano il confronto e l’autocritica.
- La tecnica della «scatola delle preoccupazioni» e altri metodi pratici per gestire l’ansia.
Tratto da *What Am I Missing?*, un’analisi delle narrazioni nascoste e dei punti ciechi che intrappolano le persone in una mentalità basata sulla scarsità.
Punti chiave:
- I quattro profili di punti ciechi (Gladiatore, Ponte, Imprenditore, Roccia) e come individuarli in se stessi e negli altri.
- In che modo le convinzioni limitanti distorcono le decisioni relative al rischio, all’ambizione e alle relazioni sul lavoro.
- Strumenti per passare da una mentalità di scarsità a una di crescita senza scivolare in una positività forzata.