Neil Sahota
La maggior parte delle aziende dispone ormai di una strategia sull’intelligenza artificiale sulla carta, ma con ben pochi vantaggi operativi da mostrare. I progetti pilota si arenano, la governance è improvvisata e il divario tra le ambizioni del consiglio di amministrazione e l’implementazione sul campo continua ad ampliarsi. I leader hanno bisogno di un operatore credibile che abbia sviluppato l’intelligenza artificiale all’interno di un’azienda Fortune 500 e l’abbia plasmata all’interno delle Nazioni Unite, non di un altro commentatore che si limiti a descrivere la tendenza.
Neil Sahota è un IBM Master Inventor e consulente delle Nazioni Unite in materia di intelligenza artificiale, che aiuta le organizzazioni a trasformare l’intelligenza artificiale da progetti pilota in vantaggi commerciali e operativi misurabili.
Full Profile
Perché le aziende collaborano con Neil Sahota
- Ha ricoperto un ruolo operativo all’interno del gruppo IBM Watson nel momento in cui il cognitive computing ha iniziato a rientrare nei budget aziendali, il che gli conferisce una competenza in materia di implementazione che manca alla maggior parte dei relatori nel campo dell’IA.
- In qualità di cofondatore dell’iniziativa “AI for Good” delle Nazioni Unite, ha contribuito a definire l’ambito e a guidare i progetti di IA nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fornendo ai consigli di amministrazione un punto di riferimento credibile per un’implementazione responsabile.
- Il suo libro “Own the A.I. Revolution”, nominato “Miglior libro di business del 2019” da Soundview e pubblicato da McGraw Hill, delinea un quadro di riferimento per gli investimenti nell’IA dal punto di vista degli acquirenti, in grado di reggere il confronto con un comitato esecutivo commerciale.
- Si trova al crocevia tra l’IA aziendale e l’allocazione del capitale grazie a Tech Coast Angels e ai ruoli di consulenza presso Miramar e CerraCap, pertanto analizza la strategia di IA sia dal punto di vista dell’investitore che da quello dell’ingegnere.
- In qualità di Chief Innovation Officer presso la Samueli School of Engineering dell’Università della California di Irvine, mantiene un contatto costante con la ricerca universitaria, il che significa che i contenuti dei suoi interventi si evolvono di pari passo con il settore, senza mai rimanerne indietro.
Punti salienti della biografia
- Master Inventor di IBM ed ex responsabile dello sviluppo commerciale globale presso il gruppo IBM Watson
- Consulente delle Nazioni Unite in materia di intelligenza artificiale e cofondatore dell’iniziativa “AI for Good” delle Nazioni Unite
- Direttore dell’Innovazione presso la Samueli School of Engineering dell’Università della California, Irvine
- Autore di “Own the A.I. Revolution” (McGraw Hill), eletto “Miglior libro di business del 2019” da Soundview
- Collaboratore di Forbes; citato dal Wall Street Journal, dalla BBC, da Wired, da Fast Company e da Business Insider
- Amministratore delegato di ACSI Labs; membro di Tech Coast Angels; consulente di Miramar Ventures e CerraCap Ventures
- Co-conduttore del podcast “AI for All”
Biografia
All’interno dell’IBM Watson Group, negli anni tra la Jeopardy! Grand Challenge e le prime implementazioni commerciali di Watson nel settore sanitario, un piccolo gruppo di leader dello sviluppo aziendale dovette spiegare agli acquirenti delle aziende Fortune 500 a cosa servisse effettivamente il cognitive computing. Neil Sahota era uno di loro. Quell’esperienza, ovvero la creazione di casi d’uso aziendali dell’IA quando la categoria non esisteva ancora, è alla base di tutto ciò che oggi offre a un pubblico di alto livello.
Ha portato quella prospettiva operativa alle Nazioni Unite in qualità di consulente per l’IA e cofondatore dell’iniziativa «AI for Good», dove il lavoro è passato dalla vendita delle capacità dell’IA alla loro regolamentazione. L’iniziativa coordina ora progetti di IA in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e il ruolo di Sahota gli offre una visione concreta di come l’IA si comporti su larga scala, in diverse giurisdizioni e sotto il controllo pubblico. Pochi relatori di spicco nel settore dell’IA vantano sia una comprovata esperienza nell’implementazione aziendale sia un ruolo nella governance multilaterale.
Il suo libro «Own the A.I. Revolution», pubblicato da McGraw Hill e nominato «Miglior libro di business del 2019» da Soundview, delinea una logica di investimento nell’IA che un comitato esecutivo aziendale possa effettivamente utilizzare: dove intervenire, come costituire il team, come valutare fornitori e partner. In qualità di Chief Innovation Officer presso la Samueli School of Engineering dell’Università della California, Irvine, nonché collaboratore di Forbes e voce ricorrente sul Wall Street Journal, sulla BBC e su Wired, mantiene aggiornata questa argomentazione al passo con l’evoluzione sia della tecnologia che del quadro normativo.
Il test per gli acquirenti è semplice. Un team dirigenziale che desideri un confronto serio su come trasformare l’ambizione nell’IA in un vantaggio operativo, con qualcuno che l’abbia costruita, gestita e ne abbia definito il quadro di riferimento, lo troverà proprio lì, nella stessa stanza.
Argomenti principali degli interventi
- Strategia e implementazione dell’IA aziendale
- IA responsabile e governance
- IA generativa e futuro del business
- IA per l’impatto sociale e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite
- Innovazione, imprenditorialità e tecnologie emergenti
- Il futuro del lavoro nell’era dell’IA
Ideale per
- Consigli di amministrazione e comitati esecutivi che definiscono le priorità di investimento nell’IA
- CIO, CTO e responsabili dell’IA che stanno passando dalla fase pilota alla produzione
- Responsabili dell’innovazione e responsabili delle iniziative di corporate venture che stanno valutando partnership nel campo dell’IA
- Destinatari del settore pubblico e delle organizzazioni multilaterali impegnati nella governance dell’IA e nelle applicazioni per il bene comune
Risultati per il pubblico
- Una visione più chiara di dove gli investimenti nell’IA producono un vantaggio commerciale e dove invece generano costi irrecuperabili
- Una visione pratica della governance dell’IA da parte di chi ha contribuito a definirla presso le Nazioni Unite
- Casi di riferimento specifici tratti dalle implementazioni aziendali dell’era IBM Watson e dagli attuali progetti “AI for Good” delle Nazioni Unite
- Un linguaggio interno più incisivo per la strategia sull’IA, utilizzabile dal consiglio di amministrazione, dal comitato finanziario e dalla funzione ingegneristica