Amy Webb
I cicli strategici si articolano su orizzonti triennali. Le tecnologie che stanno trasformando i mercati operano su orizzonti decennali. Senza una metodologia per interpretare i segnali nelle fasi iniziali, le organizzazioni scoprono il futuro solo dopo che i concorrenti hanno già agito di conseguenza.
Amy Webb è la fondatrice del Future Today Strategy Group e la ricercatrice che ha trasformato la previsione strategica in una disciplina quantitativa, fornendo alle organizzazioni un metodo rigoroso e basato sui dati per individuare quali tecnologie emergenti richiedano un intervento e in quale momento.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Amy Webb
- La metodologia di previsione di Webb non è semplicemente una forma alternativa di pianificazione degli scenari: applica la modellizzazione quantitativa ai segnali emergenti, fornendo ai consigli di amministrazione una base probatoria per decisioni tecnologiche a lungo termine che sia difendibile piuttosto che intuitiva.
- Il suo Tech Trends Report annuale monitora oltre 700 tendenze emergenti nel campo della tecnologia e della scienza e viene scaricato più di un milione di volte all’anno; poche società di consulenza producono infrastrutture di intelligence su una scala o con un’ampiezza paragonabili.
- Le "Big Nine" hanno individuato e definito il quadro "G-MAFIA": le sei società americane e le tre cinesi che, secondo Webb, detengono il controllo strutturale sulla traiettoria dell’IA. Il pubblico acquisisce un vocabolario analitico solido per affrontare un problema che la maggior parte delle organizzazioni descrive ancora in termini generici.
- I suoi rapporti di consulenza con la Casa Bianca, l’Unione Europea, le Nazioni Unite e il Forum Economico Mondiale sono continuativi, non legati a singoli progetti: la sua comprensione di come i governi stanno affrontando la governance dell’IA e il rischio tecnologico costituisce una fonte primaria, non aggregata.
- Il suo concetto più recente, la «living intelligence» – la convergenza di intelligenza artificiale, biotecnologia e sensori avanzati in un unico superciclo tecnologico – offre ai vertici aziendali un quadro di riferimento per pensare oltre l’attuale strategia sull’IA prima che la convergenza imponga decisioni reattive.
Punti salienti della biografia
- Fondatrice e CEO di Future Today Strategy Group; classificata al terzo posto tra i pensatori di management più influenti a livello globale da Thinkers50 (2025)
- Professore a contratto di Prospettica Strategica presso la NYU Stern School of Business; Visiting Fellow presso la Saïd Business School dell’Università di Oxford; ex Nieman Fellow presso l’Università di Harvard
- Autore di *The Big Nine* (2019) – selezionato nella rosa dei candidati al Financial Times & McKinsey Business Book of the Year, vincitore della Gold Axiom Medal 2020 – e di *The Signals Are Talking* (2016), vincitore del Thinkers50 RADAR Award e della Gold Axiom Medal 2017
- *The Genesis Machine* (2022, scritto in collaborazione con Andrew Hessel) è stato indicato dal *New Yorker* come una delle migliori opere di saggistica dell’anno; i suoi libri sono stati tradotti in 23 lingue
- Membro a vita del Council on Foreign Relations; membro fondatore dello Strategic Foresight Advisory Board del WEF; membro del Global Risks Board del WEF; partner dell’AI Governance Alliance
- Collaboratore di *Harvard Business Review* e *MIT Sloan Management Review*; il suo TED Talk sul pensiero algoritmico ha totalizzato oltre 8 milioni di visualizzazioni ed è stato tradotto in 32 lingue
Biografia
Il divario tra l’intuizione che una tecnologia rivoluzionerà un settore e la consapevolezza di quando – e come – agire è il punto in cui la maggior parte delle strategie a lungo termine fallisce. Il lavoro di Amy Webb è incentrato proprio sul colmare tale divario. In qualità di fondatrice e CEO del Future Today Strategy Group, ha aperto la strada a un approccio di modellizzazione quantitativa alla previsione strategica: un approccio che applica il rigore analitico delle previsioni economiche all’identificazione dei segnali delle tecnologie emergenti, anziché affidarsi a scenari narrativi o presentazioni sulle tendenze.
I suoi libri hanno fornito alle organizzazioni quadri di riferimento specifici per comprendere le dinamiche strutturali del cambiamento tecnologico. The Big Nine ha individuato le sei società americane e le tre cinesi – la “G-MAFIA” e BAT – che, secondo Webb, esercitano un controllo sproporzionato sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e ha tracciato le conseguenze geopolitiche e commerciali di tale concentrazione. *The Genesis Machine*, scritto in collaborazione con il biotecnologo Andrew Hessel, ha esaminato le implicazioni organizzative e di governance della biologia sintetica prima che questa tecnologia entrasse nelle discussioni strategiche mainstream. Entrambe le opere hanno ottenuto riconoscimenti esterni: *The Big Nine* è stato inserito nella rosa dei candidati al premio “Financial Times and McKinsey Business Book of the Year”; *The Genesis Machine* è stato indicato dal *New Yorker* come una delle migliori opere di saggistica dell’anno.
Il suo accesso alle sedi in cui si decidono le questioni relative alla governance tecnologica è diretto e costante. In qualità di consulente della Casa Bianca, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, nonché membro fondatore dello Strategic Foresight Advisory Board del World Economic Forum, il lavoro di Webb influenza la politica tecnologica globale – non con contributi sporadici, ma attraverso un impegno costante. Il suo rapporto annuale sulle tendenze tecnologiche (Tech Trends Report), che monitora oltre 700 sviluppi emergenti nel campo della tecnologia e della scienza, viene scaricato più di un milione di volte all’anno.
Al terzo posto nella classifica Thinkers50 del 2025 dei pensatori di management più influenti al mondo, la Webb insegna previsione strategica nel programma MBA della NYU Stern ed è visiting fellow presso la Saïd Business School di Oxford. Il suo attuale quadro di riferimento, la «living intelligence» – ovvero la convergenza tra intelligenza artificiale, biotecnologia e sensori avanzati – delinea il superciclo tecnologico che, secondo lei, è già in atto. Per le organizzazioni la cui strategia a lungo termine inizia e finisce con l’IA, ciò rappresenta una sfida sostanziale alla portata del loro pensiero.
Argomenti principali delle conferenze
- Previsione strategica quantitativa
- L’intelligenza artificiale e il panorama del potere tecnologico globale
- Intelligenza vivente: IA, biotecnologia e sensori avanzati
- Supercicli tecnologici e pianificazione a lungo termine
- Geopolitica delle tecnologie emergenti
- Metodologia dei futuri e processo decisionale organizzativo
- Biologia sintetica e la prossima frontiera della rivoluzione
Ideale per
- I dirigenti di alto livello e i consigli di amministrazione impegnati nello sviluppo di strategie tecnologiche e competitive a lungo termine
- Responsabili della strategia e responsabili dell’innovazione che stanno ripensando il proprio approccio all’incertezza e alla pianificazione del futuro
- Destinatari del settore governativo, normativo e politico responsabili della governance tecnologica
- I team di gestione del rischio, degli investimenti e di pianificazione degli scenari che valutano le implicazioni strategiche dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie convergenti
Risultati per il pubblico
- Un metodo analitico chiaro per distinguere quali segnali delle tecnologie emergenti giustificano una risposta strategica – e quali rappresentano solo rumore
- Comprensione del quadro concettuale della “living intelligence” e del motivo per cui la convergenza tra IA, biotecnologie e sensori avanzati rappresenta una sfida più ampia di quanto la strategia attuale in materia di IA in genere tenga conto
- Un vocabolario strutturale per il panorama globale del potere nell’IA – in particolare le dinamiche tra i principali attori tecnologici statunitensi e cinesi – che semplifica una complessa questione geopolitica per i leader non specialisti
- Familiarità con la metodologia Tech Trends: come individuare, filtrare e dare priorità ai segnali in un panorama tecnologico vasto e in rapida evoluzione
- Quadri di riferimento pratici per sviluppare internamente una capacità di previsione a lungo termine, anziché dipendere da consulenze esterne periodiche
Discorsi
Un quadro strategico per i leader che devono gestire le attuali esigenze operative preparandosi al contempo alle trasformazioni tecnologiche a lungo termine.
Punti chiave:
- Come applicare gli strumenti fondamentali della previsione quantitativa alla strategia organizzativa, tra cui l’identificazione e la prioritizzazione dei segnali
- Un approccio strutturato per ripensare il rischio e riconoscere le soglie oltre le quali diventa necessario intervenire sulle tecnologie emergenti
- In che modo tecnologie quali l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi e la bioingegneria stanno plasmando gli scenari a breve e lungo termine in tutti i settori
Un’analisi rigorosa e basata sui dati sulle prospettive future dello sviluppo dell’IA – al di là dell’attuale ciclo dell’IA generativa – e su cosa ciò comporti per le organizzazioni che stanno definendo la propria strategia in questo ambito.
Punti chiave:
- Le forze strutturali che guidano lo sviluppo dell’IA, compreso il ruolo dei principali attori tecnologici statunitensi e cinesi identificati nei modelli “G-MAFIA” e BAT
- Cosa comporta, in termini di strategia competitiva, la traiettoria a breve termine dei modelli linguistici di grandi dimensioni, della ricerca sull’AGI e dei sistemi autonomi
- Come preparare l’organizzazione alle tappe fondamentali dell’IA che non sono ancora visibili nella copertura mediatica mainstream dedicata alla tecnologia
Una presentazione personalizzata che inserisce le tendenze tecnologiche specifiche del settore di un’organizzazione nel più ampio quadro di previsione a lungo termine di Webb, presentata sotto forma di scenari a 5, 10, 15 o 20 anni.
Punti chiave:
- Come le tecnologie emergenti rilevanti per il settore del pubblico si inseriscono in modelli di convergenza più ampi, tra cui il superciclo della “living intelligence”
- Visioni basate su scenari di come i settori, dalla finanza, alla sanità e ai media, fino all’energia, alla governance e ai trasporti, potrebbero essere ridefiniti
- I segnali specifici da monitorare e le soglie decisionali oltre le quali diventano necessarie risposte strategiche
Un’analisi di come il fabbisogno energetico delle infrastrutture di intelligenza artificiale stia ridefinendo la geopolitica, la strategia industriale e il panorama competitivo in tutti i settori.
Punti chiave:
- Come l’intersezione tra elaborazione dati e approvvigionamento energetico stia già determinando quali nazioni e organizzazioni saranno leader nell’era dell’IA
- Le implicazioni strategiche per settori che vanno dall’industria manifatturiera alla finanza, dall’agricoltura alla difesa, con l’aumento del consumo energetico dell’IA
- Cosa devono comprendere i leader – e su cosa devono agire subito – per posizionare le loro organizzazioni in un mondo in cui l’intelligenza stessa si basa su infrastrutture fisiche