Victoria Pendleton
Ai dirigenti di alto livello viene chiesto di dare il meglio di sé quando il margine tra successo e fallimento è di frazioni di secondo e il costo di una decisione sbagliata è di dominio pubblico. La pressione non cessa una volta ottenuto il risultato; spesso diventa ancora più forte, perché il processo di ripresa è poco strutturato e raramente viene discusso. Le organizzazioni hanno bisogno di leader che sappiano mantenere i nervi saldi in quei momenti e che sappiano cosa succede a chi non ci riesce.
Victoria Pendleton è una ciclista su pista, due volte medaglia d’oro olimpica e nove volte campionessa del mondo, che lavora con un pubblico di dirigenti sui temi della calma, del recupero e della psicologia delle prestazioni d’élite.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Victoria Pendleton
- Un palmares misurabile ai vertici di uno sport valutato in modo oggettivo: due medaglie d’oro olimpiche, una d’argento e sei titoli mondiali individuali nello sprint tra il 2005 e il 2012, eguagliando il record.
- Un resoconto insolitamente sincero di ciò che accade dopo le prestazioni di alto livello, compresa una testimonianza pubblica sulla depressione e sui pensieri suicidi che porta il dibattito oltre i soliti discorsi sul benessere.
- Esperienza diretta dell’ambiente incentrato sui “marginal gains” (piccoli miglioramenti) di British Cycling, utile per i team dirigenziali che cercano di comprendere come si concretizzi effettivamente, all’interno di un’organizzazione, una progettazione delle prestazioni disciplinata e ripetibile.
- Un esempio concreto di seconda carriera in uno sport completamente diverso, correndo come fantina dilettante sotto la guida dell’allenatore Paul Nicholls e classificandosi quinta nel Foxhunter Chase del 2016, il che le conferisce credibilità in materia di reinvenzione piuttosto che di ritiro.
Punti salienti della biografia
- Oro olimpico nello sprint (Pechino 2008), oro olimpico nel keirin e argento nello sprint (Londra 2012).
- Nove titoli ai Campionati del Mondo di ciclismo su pista UCI, tra cui sei titoli mondiali individuali nello sprint tra il 2005 e il 2012.
- Nominata MBE nel 2009 e CBE nel 2013, entrambe le onorificenze per i servizi resi al ciclismo.
- Autrice di “Between the Lines: My Autobiography”, HarperSport, 2012, scritto in collaborazione con Donald McRae.
- Si è allenato come fantino dilettante sotto la guida di Paul Nicholls; quinto classificato nel Foxhunter Chase del 2016 al Festival di Cheltenham in sella a Pacha Du Polder.
- Spedizione sull’Everest del 2018 per la Croce Rossa Britannica con Ben Fogle e Kenton Cool, interrotta al Campo 2 a causa dell’ipossia; in seguito ha pubblicato un resoconto sulla depressione post-spedizione.
Biografia
Il ciclismo su pista a sprint si decide in frazioni di secondo da atleti la cui preparazione è misurata al grammo, alla frequenza cardiaca e al watt. In quell’ambiente, Pendleton ha vinto due medaglie d’oro olimpiche, un argento olimpico e nove titoli mondiali, tra cui sei titoli mondiali individuali di sprint in sette anni. È una delle cicliste su pista più decorate che la Gran Bretagna abbia mai prodotto.
I risultati sportivi sono la qualifica, non le parole. Le parole riguardano ciò che ha imparato mantenendo i nervi saldi in una finale olimpica e ciò che le è successo psicologicamente quando le strutture dello sport d’élite le sono state tolte. La sua autobiografia del 2012, “Between the Lines”, scritta in collaborazione con Donald McRae, è insolitamente schietta sul costo emotivo di gareggiare a quel livello. È tornata a parlare pubblicamente diversi anni dopo, descrivendo una grave depressione e pensieri suicidi in seguito alla sua spedizione sull’Everest del 2018, abbandonata insieme a Ben Fogle.
È proprio questa franchezza il motivo per cui oggi le aziende la ingaggiano. Non tiene un discorso generico sulla resilienza. Descrive chiaramente cosa accade agli atleti di alto livello quando vengono a mancare i supporti ed è disposta a discuterne senza edulcorare la realtà. Per i leader che gestiscono team sottoposti a pressione costante, o che riflettono su cosa accadrà dopo il raggiungimento di un obiettivo importante, si tratta di un contenuto raro.
Si è ricostruita una vita anche al di fuori del ciclismo. Dopo il ritiro si è allenata come fantina dilettante sotto la guida di Paul Nicholls e, dopo aver gareggiato a livello agonistico per meno di un anno, ha portato Pacha Du Polder al quinto posto nel Foxhunter Chase del 2016 a Cheltenham. In questo caso, la reinvenzione è un risultato sportivo documentato, non uno slogan.
Argomenti principali delle conferenze
- Prestazioni d’élite e miglioramenti marginali
- Compostezza sotto pressione in situazioni di alta posta in gioco
- Recupero e identità dopo aver raggiunto l’apice
- Salute mentale e depressione nelle popolazioni ad alte prestazioni
- Reinventarsi nel corso della carriera
- Definizione degli obiettivi in contesti misurati oggettivamente
- Dinamiche di gruppo nello sport d’élite
Ideale per
- Conferenze sulla leadership e ritiri per dirigenti incentrati sulle prestazioni sotto pressione
- Organizzazioni con team di vendita, trading o consegna che operano con risultati misurabili a ciclo breve
- Responsabili delle risorse umane e del benessere che commissionano contenuti seri sulla salute mentale anziché semplici iniziative di benessere di facciata
- Programmi per dirigenti senior che stanno affrontando una transizione importante o un cambiamento di identità dopo un successo
Risultati per il pubblico
- Un resoconto di prima mano sulla disciplina preparatoria alla base di due medaglie d’oro olimpiche e su quanto essa richieda
- Una visione più chiara di come la compostezza venga costruita, non semplicemente evocata, nei momenti decisivi per il risultato
- Un quadro serio per riflettere sul recupero dopo il picco di carriera, compresa la versione in cui le cose vanno male
- Un punto di riferimento onesto per i leader scettici nei confronti del linguaggio del benessere, ma consapevoli del problema di fondo