Dani Rodrik
Le regole che disciplinano il commercio e gli investimenti globali sono state concepite per un mondo che ormai non esiste più. Le aziende che hanno strutturato le catene di approvvigionamento, le strategie relative alla forza lavoro e i piani di crescita sulla base di frontiere aperte si trovano ora di fronte a governi che stanno attivamente ridefinendo tali regole. La tensione non è tra la globalizzazione e i suoi critici, ma tra le legittime esigenze della politica interna e la logica dei mercati integrati, e la maggior parte delle organizzazioni si trova intrappolata nel mezzo senza un quadro di riferimento per orientarsi.
Dani Rodrik, titolare della cattedra Ford Foundation di Economia politica internazionale presso la Harvard Kennedy School, aiuta i governi e le organizzazioni a comprendere perché i mercati aperti e la governance democratica siano strutturalmente in contrasto tra loro e quali siano i requisiti effettivi per un’economia globale sostenibile.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Dani Rodrik
- Il suo “trilemma politico dell’economia mondiale” – secondo cui la globalizzazione profonda, la sovranità nazionale e la democrazia non possono coesistere contemporaneamente – offre ai leader un quadro di riferimento preciso per comprendere i conflitti commerciali, la reazione populista e i limiti della governance multilaterale. Nessun altro relatore in questo ambito ha elaborato un quadro concettuale con una portata analitica paragonabile.
- È stato uno dei primi e più rigorosi critici dell’iperglobalizzazione decenni prima che diventasse una preoccupazione diffusa: il suo libro del 1997 *Has Globalization Gone Too Far?* ha messo in discussione il consenso economico in un momento in cui tale consenso era quasi universale. Questo curriculum conferisce alle sue attuali opinioni sulla deglobalizzazione un peso che i relatori che si limitano a commentare non possono eguagliare.
- La sua ricerca più recente sulla politica industriale – compreso l’articolo “The New Economics of Industrial Policy” pubblicato sull’Annual Review of Economics del 2024 – offre alle organizzazioni una prospettiva basata su dati concreti sul perché i governi stiano nuovamente intervenendo nei mercati e su quali condizioni determinino il successo o il fallimento di tali interventi.
- La sua co-direzione del programma “Reimagining the Economy” presso la Harvard Kennedy School, unita al suo impegno di lunga data con la Banca Mondiale, il FMI e i governi nazionali, fonda le sue argomentazioni sulle realtà istituzionali e politiche piuttosto che su astrazioni teoriche.
- Affronta quella specifica tensione commerciale che la maggior parte degli economisti evita: i mercati hanno bisogno degli Stati, ma un’eccessiva globalizzazione mina proprio quegli Stati da cui i mercati dipendono – un paradosso che riguarda direttamente qualsiasi organizzazione che gestisca il rischio normativo, l’esposizione della catena di approvvigionamento o la strategia internazionale.
Punti salienti della biografia
- Professore di Economia Politica Internazionale della Fondazione Ford presso la Harvard Kennedy School; in precedenza Professore Albert O. Hirschman presso l’Institute for Advanced Study di Princeton
- Ideatore del «trilemma politico dell’economia mondiale» – uno dei modelli più citati nella teoria economica internazionale
- Premio Principessa delle Asturie per le Scienze Sociali, 2020; Premio Albert O. Hirschman (prima edizione), Social Science Research Council, 2007; Premio Leontief per l’avanzamento delle frontiere del pensiero economico, Tufts University, 2002
- Presidente dell’International Economic Association, 2021-23
- Autore di oltre venti libri, tra cui *The Globalization Paradox* (2011), *Straight Talk on Trade* (2017) e *Shared Prosperity in a Fractured World* (Princeton University Press, 2025)
- Collaboratore regolare di Project Syndicate dal 1998; affiliato al National Bureau of Economic Research e al Centre for Economic Policy Research di Londra
- Membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; condirettore del programma «Reimagining the Economy» presso la Harvard Kennedy School
Biografia
Dani Rodrik ha dedicato tre decenni a sostenere un’unica, scomoda tesi: che la versione di globalizzazione promossa a partire dagli anni ’90 contenesse i semi della propria distruzione politica. Il suo articolo del 2000, in cui coniò il concetto di «trilemma politico dell’economia mondiale» – secondo cui la globalizzazione profonda, la sovranità nazionale e la democrazia non possono coesistere simultaneamente – oggi appare meno una provocazione che una previsione. La Brexit, l’ascesa del nazionalismo economico e il crollo del consenso sul commercio hanno tutti messo in luce le linee di frattura da lui individuate.
Il suo libro del 2011, *The Globalization Paradox*, ha approfondito il trilemma in modo esaustivo: i mercati richiedono Stati funzionanti, ma un’integrazione globale aggressiva mina progressivamente la legittimità democratica di cui gli Stati hanno bisogno per operare. Il libro è diventato un punto di riferimento per i responsabili politici e gli strateghi che cercano di comprendere perché l’ordine internazionale basato sulle regole sia sotto pressione dall’interno delle proprie società, e non solo da parte dei rivali geopolitici.
Più recentemente, Rodrik ha portato avanti questa argomentazione. Il suo lavoro presso il programma «Reimagining the Economy» di Harvard, il suo articolo pubblicato nel 2024 sull’*Annual Review of Economics* sulla nuova economia della politica industriale e il suo libro del 2025 *Shared Prosperity in a Fractured World* definiscono le condizioni alle quali i governi possono ricorrere a interventi selettivi per creare posti di lavoro di qualità, ridurre le disuguaglianze, e gestire la transizione verde senza sacrificare completamente l’economia aperta. L’argomentazione non è né protezionista né liberale in senso convenzionale: è una tesi strutturata su come i mercati gestiti possano produrre risultati che i mercati liberi, lasciati a se stessi, non sono in grado di garantire.
Alla Harvard Kennedy School, dove dal 1996 ricopre la cattedra della Fondazione Ford in Economia Politica Internazionale, Rodrik ha fornito consulenza alla Banca Mondiale, ha contribuito con analisi mensili a Project Syndicate dal 1998 e ha ricoperto la carica di presidente dell’International Economic Association. I suoi riconoscimenti – tra cui il Premio Principessa delle Asturie per le Scienze Sociali e il primo Premio Albert O. Hirschman del Social Science Research Council – rendono omaggio a un corpus di lavori che ha palesemente ridefinito il modo in cui economisti e responsabili politici affrontano i temi del commercio, dello sviluppo e del rapporto tra mercati e democrazia.
Argomenti principali delle conferenze
- Il trilemma politico della globalizzazione
- Politica commerciale e nazionalismo economico
- Politica industriale e futuro del settore manifatturiero
- Sviluppo economico e strategia di crescita
- Prosperità inclusiva e mercato del lavoro
- Geopolitica e ordine economico internazionale
- Politica economica post-neoliberista
- Il rapporto tra democrazia e integrazione dei mercati
Ideale per
- Ministri di governo, funzionari delle banche centrali e alti funzionari pubblici coinvolti nelle decisioni in materia di politica commerciale e industriale
- Comitati strategici e di gestione dei rischi a livello di consiglio di amministrazione incaricati di valutare l’esposizione geopolitica e normativa
- Forum economici internazionali, fondi sovrani e istituzioni multilaterali
- Capoeconomisti e responsabili della ricerca globale presso istituzioni finanziarie
Risultati per il pubblico
- Un quadro analitico preciso – il trilemma politico – per comprendere perché i conflitti legati al commercio e alla globalizzazione sono di natura strutturale piuttosto che episodica
- Comprensione più chiara delle condizioni in cui la politica industriale e il commercio regolamentato creano valore, e di quando invece non lo fanno
- Approfondimento sul rapporto tra disuguaglianza economica, instabilità democratica e pressioni sulle istituzioni internazionali
- Un vocabolario più incisivo per le discussioni nei consigli di amministrazione e nei governi su deglobalizzazione, reshoring e limiti della governance multilaterale
- Una prospettiva storica e comparativa su quali modelli di politica economica abbiano prodotto una crescita diffusa nelle economie in via di sviluppo e in quelle avanzate