Richard Foster-Fletcher
L’intelligenza artificiale ha superato la fase pilota ed è ormai parte integrante dei documenti, delle decisioni e dei ragionamenti su cui fanno affidamento le organizzazioni. Il problema non è più la sua adozione, bensì ciò che accade al giudizio istituzionale quando le condizioni in base alle quali esso si forma vengono silenziosamente riscritte dai modelli integrati nel sistema.
Richard Foster-Fletcher è un consulente e ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale che aiuta i consigli di amministrazione, i governi e i vertici aziendali a gestire l’intelligenza artificiale man mano che questa entra a far parte dei processi decisionali formali, e non solo delle operazioni.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Richard Foster-Fletcher
- Offre un approccio di ricerca strutturato, gestito tramite MKAI e Reality & Reason, che mette a disposizione strumenti che le organizzazioni possono utilizzare per verificare l’integrità delle informazioni gestionali una volta che l’IA entra nel ciclo decisionale.
- Ha esaminato l’effetto dell’IA sui processi di divulgazione e decisionali attraverso uno studio su 150 documenti SEC 10-K relativi a 50 società quotate negli Stati Uniti, fornendo una base quantitativa a quelle affermazioni che la maggior parte dei discorsi sull’IA lascia a livello di aneddoto.
- Fornisce consulenza a un ventaglio insolitamente ampio di istituzioni: il Parlamento britannico, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, governi tra cui quello tunisino e i consigli di amministrazione delle aziende Fortune 500; la sua prospettiva non è quindi limitata a un singolo settore.
- Considera l’etica dell’IA come un problema operativo per la governance, la revisione contabile e la dirigenza, piuttosto che come una dichiarazione di valori, il che corrisponde alle esigenze effettive della maggior parte dei consigli di amministrazione odierni.
- È classificato tra i primi 20 ricercatori e imprenditori nel campo dell’IA da Favikon UK e tra le “Top Voice” di LinkedIn in materia di IA, entrambe le quali riflettono una produzione pubblica costante piuttosto che una classifica isolata.
Punti salienti della biografia
- Fondatore e presidente esecutivo di MKAI.org, un’organizzazione globale per l’IA responsabile fondata nel 2019.
- Fondatore di Reality & Reason, editore del Management Information Integrity Addendum e del Residual Logic Scanner.
- Autore della serie di saggi settimanali “What Still Matters”, con una base di oltre 6.000 lettori senior abbonati.
- Ex direttore per l’IA e la CX presso Oracle; in precedenza ha lavorato alla BBC.
- Membro del gruppo consultivo “Resilience Frontiers” del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
- Docente presso la LSE, l’UCL, l’Università di Oxford, l’Imperial College di Londra, Cranfield e la Henley Business School.
- Nominato da Favikon tra i primi 20 ricercatori e imprenditori nel campo dell’IA nel Regno Unito; “Top Voice” su LinkedIn nel settore dell’IA.
- Ha conseguito qualifiche presso il MIT Sloan (Implicazioni dell’IA per la strategia aziendale) e l’Università del Michigan (Etica della scienza dei dati).
Biografia
La maggior parte delle organizzazioni integra ormai l’IA generativa nei propri processi di scrittura, analisi e decisione. Poche, però, hanno una visione chiara di come ciò influisca sulla qualità del ragionamento che il consiglio di amministrazione vede in ultima istanza. È proprio in questa lacuna che opera Foster-Fletcher.
Attraverso MKAI, l’organizzazione per un’IA responsabile da lui fondata nel 2019, e Reality & Reason, il suo ente editoriale e di ricerca, pubblica strumenti pratici destinati ai team dirigenziali. Il «Management Information Integrity Addendum» e il «Residual Logic Scanner» si affiancano a uno studio su 150 documenti 10-K depositati presso la SEC relativi a 50 società quotate negli Stati Uniti, che esamina come il linguaggio modellato dall’IA entri nella comunicazione aziendale formale.
La sua attività di consulenza si estende al Parlamento britannico, al Resilience Frontiers Advisory Group del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, a governi tra cui quello tunisino e ai consigli di amministrazione delle aziende Fortune 500. Tiene lezioni alla LSE, all’UCL, a Oxford, all’Imperial College di Londra, a Cranfield e alla Henley Business School; all’inizio della sua carriera ha ricoperto ruoli dirigenziali presso Oracle e la BBC.
Il suo contributo più significativo è un quadro di riferimento sulle dinamiche strutturali dell’adozione dell’IA da parte delle imprese, che delinea sette modelli ricorrenti, tra cui l’accumulo privato di capacità, l’erosione delle capacità umane attraverso il trasferimento delle attività di routine e la riduzione delle alternative strategiche visibili in un contesto guidato dai modelli. È proprio a questo quadro di riferimento che i responsabili degli acquisti di alto livello fanno solitamente riferimento quando lo incaricano.
Argomenti principali delle conferenze
- Governance responsabile dell’IA per consigli di amministrazione e team esecutivi
- Strategia di IA oltre i progetti pilota e la verifica di fattibilità
- L’IA nelle informazioni gestionali, nel reporting e nella divulgazione
- Il futuro del lavoro nell’era dell’IA generativa
- L’etica dell’IA come capacità operativa
- Processo decisionale e giudizio umano quando i modelli sono integrati nel ciclo decisionale
- La leadership in un’organizzazione plasmata dall’IA
Ideale per
- Consigli di amministrazione, comitati di revisione e CRO alle prese con l’IA come questione di governance e di informativa
- CIO, CDO e Chief AI Officer che stanno passando dalla fase sperimentale all’implementazione operativa
- Amministratori delegati e team esecutivi in settori regolamentati in cui l’IA sta entrando nei processi decisionali
- Destinatari del settore pubblico e politico responsabili della regolamentazione dell’IA, della sua adozione nel settore pubblico o dello sviluppo delle competenze
Risultati per il pubblico
- Un linguaggio comune per comprendere l’impatto dell’IA sull’integrità delle informazioni interne e dei documenti decisionali
- Una mappa chiara delle modalità di fallimento ricorrenti nell’adozione dell’IA aziendale, ricavata dal quadro dei sette modelli
- Un punto di vista difendibile sulla governance dell’IA, adatto alle discussioni in seno al consiglio di amministrazione, alla commissione di revisione e in materia di informativa
- Prossime mosse concrete su dove l’IA dovrebbe e non dovrebbe trovarsi nella catena di ragionamento
- Una visione ben fondata del futuro del giudizio, della competenza e delle capacità umane all’interno delle organizzazioni plasmate dall’IA