Jan Peter Balkenende
Ai consigli di amministrazione europei viene chiesto di ottenere risultati contemporaneamente in materia di clima, inclusione e innovazione, mentre azionisti, autorità di regolamentazione e governi tirano in direzioni diverse. La domanda su cui i leader continuano a soffermarsi non è se il capitalismo abbia bisogno di una riforma, ma quale possa essere, nella pratica, una versione europea credibile di esso. Sbagliare in questo ambito comporta la perdita della licenza di operare; agire nel modo giusto richiede un quadro di riferimento che la maggior parte dei dirigenti non possiede ancora.
Jan Peter Balkenende, ex primo ministro dei Paesi Bassi e professore emerito presso l’Università Erasmus di Rotterdam, aiuta i consigli di amministrazione e i governi a tradurre i principi dell’economia di mercato sostenibile in strategie concrete in materia di clima, inclusione e innovazione.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Jan Peter Balkenende
- Otto anni alla guida di un'economia del G20 attraverso la crisi finanziaria, l'allargamento dell'UE e la presidenza olandese del Consiglio dell'Unione Europea del 2004 gli conferiscono una visione dall'interno del sistema che quasi nessun consulente esecutivo può eguagliare.
- Il suo libro scritto insieme a Govert Buijs, “Capitalism Reconnected” (Amsterdam University Press, 2024), delinea un’alternativa europea specifica sia al capitalismo di Stato cinese che al capitalismo azionario americano, che i consigli di amministrazione possono utilizzare come punto di riferimento per la propria strategia.
- In qualità di presidente della Coalizione olandese per la crescita sostenibile, riunisce AkzoNobel, dsm-firmenich, FrieslandCampina, Heineken, KLM, Philips, Shell e Unilever attorno a posizioni comuni in materia di sostenibilità, pertanto parla con autorevolezza attuale, non solo basandosi su dati d’archivio.
- Lo status di ministro di Stato nei Paesi Bassi e l’appartenenza al Club de Madrid lo mantengono in stretto contatto con i capi di governo in carica, il che offre al pubblico una visione del rischio politico che va oltre la copertura mediatica.
- Coniuga l’autorevolezza istituzionale di un ex Primo Ministro con il linguaggio operativo di un consulente senior presso EY e Hague Corporate Affairs, consentendo così al pubblico aziendale di comprendere le dinamiche politiche tradotte in un linguaggio commerciale.
Punti salienti della biografia
- Primo Ministro dei Paesi Bassi dal 2002 al 2010, in quattro governi.
- Ha ricoperto la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nella seconda metà del 2004.
- Professore emerito di Governance, Istituzioni e Internazionalizzazione presso l’Università Erasmus di Rotterdam.
- Ministro di Stato del Regno dei Paesi Bassi dall’ottobre 2022.
- Presidente della Coalizione olandese per la crescita sostenibile; presidente della Fondazione Noaber; membro del consiglio esecutivo del Global Center on Adaptation; membro del Club de Madrid.
- Consulente senior esterno di EY; socio associato presso Hague Corporate Affairs.
- Coautore di “Capitalism Reconnected: Toward a Sustainable, Inclusive and Innovative Market Economy in Europe” (Amsterdam University Press, 2024).
Biografia
Alle economie europee viene chiesto di reinventarsi e, al contempo, di autogovernarsi. Jan Peter Balkenende ha trascorso più di due decenni in questa situazione di tensione, prima come Primo Ministro dei Paesi Bassi dal 2002 al 2010 e poi come consulente, accademico e coordinatore di leader aziendali.
Quattro governi consecutivi e la presidenza olandese del Consiglio dell’Unione Europea del 2004 gli hanno fornito un’esperienza diretta di come vengono effettivamente prese le decisioni dell’UE, dall’allargamento alla risposta alla crisi finanziaria. Questa memoria istituzionale si affianca ora al suo attuale ruolo di Ministro di Stato e di membro del Club de Madrid, l’associazione degli ex capi di governo.
Il suo contributo intellettuale è esposto in «Capitalism Reconnected», scritto in collaborazione con il filosofo politico Govert Buijs e pubblicato da Amsterdam University Press nel 2024. Il libro sostiene che l’Europa dovrebbe smettere di difendere il proprio modello in modo passivo e definire invece un’economia di mercato sostenibile, inclusiva e innovativa come proposta distintiva, collocata tra il capitalismo di Stato cinese e il capitalismo azionario americano.
Per lui questa argomentazione non è puramente teorica. In qualità di presidente della Coalizione olandese per la crescita sostenibile, collabora con gli amministratori delegati di AkzoNobel, dsm-firmenich, FrieslandCampina, Heineken, KLM, Philips, Shell e Unilever su posizioni condivise in materia di clima, economia circolare e uguaglianza sociale, con il sostegno di VNO-NCW e la mediazione di Accenture. L’Università Erasmus di Rotterdam, EY e Hague Corporate Affairs forniscono il supporto accademico e di consulenza. Il filo conduttore, che attraversa i palazzi del governo, i campus universitari e le sale riunioni aziendali, è lo stesso: l’Europa può essere all’avanguardia in materia di sostenibilità solo se le sue aziende e le sue istituzioni operano secondo le stesse regole.
Argomenti chiave degli interventi
- Riforma dell’economia di mercato europea
- Strategia di crescita sostenibile e inclusiva
- Governance e collaborazione pubblico-privato
- ESG e responsabilità aziendale nel contesto europeo
- Rischi geopolitici e politici per le imprese
- Leadership istituzionale e processo decisionale a lungo termine
- Adattamento ai cambiamenti climatici e ruolo delle imprese
Ideale per
- Consigli di amministrazione e comitati esecutivi incaricati di definire la strategia europea in materia di sostenibilità ed ESG
- Amministratori delegati e direttori finanziari che devono districarsi tra normative UE, politiche climatiche e rischi geopolitici
- Destinatari del settore pubblico e delle organizzazioni multilaterali impegnati nella cooperazione pubblico-privata
- Vertici sulla leadership e la strategia con un’agenda europea o transatlantica
Risultati per il pubblico
- Un quadro di riferimento concreto, tratto da "Capitalism Reconnected", per posizionare un'azienda europea tra modelli guidati dallo Stato e modelli guidati dagli azionisti.
- Una visione più chiara di come vengono prese le decisioni a livello UE e di dove si concretizza effettivamente l’influenza delle imprese.
- Esempi concreti di come otto multinazionali olandesi traducano gli impegni di crescita sostenibile in posizioni comuni.
- Una maggiore consapevolezza di quali rischi politici siano rilevanti per la strategia e quali siano invece solo rumore di fondo.
- Il punto di vista diretto di un ex capo di governo su come guidare un paese attraverso una crisi in un contesto di fiducia pubblica messa in discussione.