Jason Bradbury
La maggior parte dei vertici aziendali concorda ormai sull’importanza dell’intelligenza artificiale. Sono però ben pochi quelli in grado di spiegare quali cambiamenti comporterà per la propria attività specifica in questo trimestre. Il divario tra l’entusiasmo astratto e le decisioni operative si colloca a livello di consiglio di amministrazione e si allarga ogni mese in cui il team dirigenziale si affida alle presentazioni dei fornitori per costruire il proprio modello mentale della tecnologia.
Jason Bradbury è un conduttore televisivo specializzato in tecnologia e relatore di spicco nel campo dell’intelligenza artificiale, che aiuta un pubblico di dirigenti a costruire un modello mentale concreto su quale direzione stia prendendo l’intelligenza artificiale e su quali cambiamenti comporti per il loro settore.
Full Profile
Perché le aziende scelgono di collaborare con Jason Bradbury
- Dodici anni alla conduzione di The Gadget Show su Channel 5 lo hanno reso capace di rendere comprensibili le tecnologie emergenti a un pubblico generico senza snaturarne il contenuto. Lo stesso approccio viene applicato ai consigli di amministrazione.
- Il suo keynote del 2026, intitolato “The AI Advantage”, introduce un modello denominato “6 Degrees of AI” che mappa l’impatto dell’intelligenza artificiale in tutti i settori, offrendo al pubblico un approccio strutturato per interpretare il proprio settore piuttosto che una panoramica generica.
- Ha completato il programma del MIT “Artificial Intelligence: Implications for Business Strategy”, fondando il contenuto del keynote su un curriculum formale di IA applicata al business piuttosto che sul marketing dei fornitori.
- Combina i ruoli di relatore e presentatore nello stesso incarico. Per i summit tecnologici e le giornate dedicate all’innovazione che necessitano di una figura di riferimento credibile per l’intero programma, ciò elimina la necessità di una scelta di casting.
Punti salienti della biografia
- Ha condotto “The Gadget Show” su Channel 5 dal lancio nel 2004 fino al 2016, dodici anni di trasmissioni tecnologiche in prima serata.
- Nel corso del programma ha stabilito diversi Guinness World Records, tra cui quello per lo street luge a propulsione a reazione più veloce, con una velocità di 186,41 km/h.
- Autore della serie di thriller tecnologici “Dot Robot” per Penguin Random House: “Dot Robot”, “Atomic Swarm”, “Cyber Gold”.
- Ha completato il corso “Intelligenza artificiale: implicazioni per la strategia aziendale” presso lo Sloan Management School del MIT.
- Ha fatto parte delle giurie dei BAFTA Video Games Awards e dei Media Guardian Innovation Awards.
- Ha tenuto discorsi e presentato eventi per Vodafone, Samsung, Intel, Microsoft, Oracle, Sony, Audi, BMW, BP, Disney, Porsche, Salesforce, Royal Caribbean e BT.
Biografia
Dodici anni trascorsi nel programma “The Gadget Show” su Channel 5 significano, tra le altre cose, dodici anni passati a spiegare le tecnologie emergenti a un pubblico che non ha studiato ingegneria. Jason Bradbury ha condotto il programma dal suo lancio nel 2004 fino al 2016, periodo durante il quale ha anche stabilito diversi Guinness World Records in diretta, il più citato dei quali è stato un “street luge” a propulsione a reazione che ha raggiunto i 186,41 km/h durante la 200ª puntata dello show.
L’attività televisiva si affianca a un secondo filone di attività di autore. La serie “Dot Robot” per Penguin Random House (“Dot Robot”, “Atomic Swarm”, “Cyber Gold”) è narrativa fantascientifica incentrata sulla tecnologia per i lettori più giovani, e lo stesso istinto permea il suo lavoro principale: prendere un argomento tecnico complesso, individuarne la rilevanza umana e catturare l’attenzione.
Il contenuto dei suoi interventi si è fatto più incisivo man mano che l’intelligenza artificiale ha acquisito maggiore rilevanza nell’agenda delle sale riunioni. Bradbury ha completato il corso “Artificial Intelligence: Implications for Business Strategy” presso il MIT Sloan, e il suo intervento del 2026, intitolato “The AI Advantage”, introduce un quadro concettuale denominato “6 Degrees of AI”, volto a fornire al pubblico aziendale un metodo strutturato per interpretare l’impatto dell’IA nel proprio settore, piuttosto che una generica analisi delle tendenze future.
Viene solitamente ingaggiato da organizzazioni che desiderano una figura unica e credibile per condurre una giornata dedicata alla tecnologia, tenere un discorso di apertura sull’IA al mattino, moderare tavole rotonde nel pomeriggio e coinvolgere il pubblico. Tra i suoi clienti figurano Vodafone, Samsung, Intel, Microsoft, Oracle, BMW, BP, Porsche, Disney e Salesforce.
Argomenti principali delle conferenze
- L’intelligenza artificiale per un pubblico aziendale
- Impatto settoriale dell’IA generativa
- Il futuro del lavoro e l’automazione
- Tecnologie di consumo emergenti
- Robotica e sistemi autonomi
- Innovazione e rivoluzione dei prodotti
- Organizzazione e moderazione di eventi tecnologici
Ideale per
- Summit tecnologici e giornate dedicate all’innovazione che richiedono un unico presentatore in grado di ricoprire sia il ruolo di relatore principale che quello di conduttore
- Eventi di lancio delle vendite e conferenze con i clienti incentrati sull’intelligenza artificiale
- Riunioni del consiglio di amministrazione e incontri fuori sede dei dirigenti alla ricerca di una panoramica accessibile sull’impatto del settore dell’IA
- Cerimonie di premiazione ed eventi di marca legati al mondo della tecnologia
Risultati per il pubblico
- Un modello mentale operativo su dove si sta dirigendo l’IA nel prossimo decennio, mappato in relazione al settore specifico del pubblico
- Domande più mirate da porre a fornitori, team interni e consulenti riguardo alle affermazioni sull’IA
- Una percezione concreta di quali casi d’uso dell’IA siano attualmente credibili e quali invece siano di natura speculativa
- Una minore percezione dell’IA come un’unica ondata indifferenziata, sostituita da una visione strutturata delle sue concrete applicazioni
Discorsi
Un intervento programmatico del 2026 incentrato sul modello “6 Degrees of AI” di Bradbury, ideato per fornire a un pubblico di professionisti del mondo degli affari una visione settoriale dell’impatto dell’IA.
Punti chiave:
- Un modello strutturato per mappare l’impatto dell’IA sul proprio settore di riferimento
- Una visione concreta su quali applicazioni dell’IA siano già una realtà operativa e quali siano ancora solo una narrativa dei fornitori
- Domande pratiche da portare con sé nelle discussioni interne sulla strategia e sugli acquisti in materia di IA
Un intervento incentrato sull’intelligenza artificiale nel prossimo decennio, che ha trattato l’impatto sui vari settori, le implicazioni per la forza lavoro e le questioni etiche.
Punti chiave:
- Un quadro più chiaro di come l’IA ridisegnerà settori specifici nei prossimi dieci anni
- Una riflessione sulle questioni relative alla forza lavoro e alla sostituzione dei posti di lavoro a cui i dirigenti devono rispondere
- Una maggiore consapevolezza delle questioni etiche e di governance che entreranno a far parte delle agende dei vertici aziendali
Un intervento di ampio respiro che affronta il tema dell’intelligenza artificiale insieme a quelli dell’energia, dei veicoli autonomi, della sanità, della robotica, della sostenibilità e del futuro del lavoro.
Punti chiave:
- Una panoramica delle tecnologie emergenti che stanno convergendo e delle loro direzioni
- Una visione più chiara delle forze socio-economiche che daranno forma al prossimo decennio di innovazione
- Un’idea di quali scommesse tecnologiche a lungo termine siano più vicine alla realtà commerciale di quanto suggeriscano i titoli dei giornali