Udo Lielischkies
I consigli di amministrazione considerano ormai la Russia e il più ampio blocco autoritario come una componente permanente del proprio registro dei rischi, non come un evento passeggero. La domanda difficile non è cosa stia accadendo, ma cosa il regime potrebbe fare in seguito e in quali tempi. La maggior parte delle informazioni strategiche che giungono ai vertici aziendali viene filtrata da analisti che non hanno mai vissuto sotto il sistema che stanno descrivendo.
Udo Lielischkies, ex capo dell’ufficio di Mosca dell’ARD, aiuta i consigli di amministrazione e i dirigenti a comprendere la Russia, il Cremlino e la guerra in Ucraina grazie a vent’anni di reportage sul campo.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Udo Lielischkies
- Un'interpretazione di prima mano del regime di Putin da parte di un giornalista che ne ha seguito gli sviluppi ininterrottamente dal 1999 al 2018, compresi sei anni alla guida dello studio dell’ARD a Mosca.
- Una visione della Russia radicata nelle province, non nelle conferenze stampa di Mosca, frutto di anni di viaggi al di fuori della capitale e documentata in "Im Schatten des Kreml", ristampato quattro volte dal 2019.
- Credibilità editoriale riconosciuta dal Deutscher Fernsehpreis, con la vittoria nella categoria Miglior Reportage nel 2004 e una nomination ai Monte Carlo nel 2015 per i servizi dall’Ucraina orientale.
- L’istinto di un giornalista esperto nel distinguere il segnale dal rumore di fondo del Cremlino, utile quando i consigli di amministrazione devono decidere cosa significhi effettivamente, in termini di visibilità e pianificazione, una dichiarazione di Putin, una serie di sanzioni o un’escalation.
Punti salienti della biografia
- Responsabile dello studio ARD di Mosca dal 2014 al 2018, per la più grande emittente pubblica tedesca.
- Corrispondente dell’ARD a Mosca (dal 1999 al 2006), a Washington D.C. (dal 2006 al 2012) e nuovamente a Mosca (dal 2012 al 2018), con un precedente incarico a Bruxelles e presso la NATO a partire dal 1994.
- Autore di “Im Schatten des Kreml: Unterwegs in Putins Russland”, Droemer Knaur, 2019, titolo della versione inglese “In the Shadow of the Kremlin”.
- Vincitore del Premio televisivo tedesco (Deutscher Fernsehpreis) 2004 per il miglior reportage, “Kremlin, Prison and Corruption” (ARD/WDR).
- Tra gli altri riconoscimenti figurano il Golden Gong (1999), il Premio Ernst Schneider (1989), un premio speciale al Festival di Mosca (2005) e una nomination al Festival televisivo di Monte Carlo (2015) per i servizi sulla guerra in Ucraina.
- Ospite abituale di programmi politici tedeschi (NDR, phoenix, talk show dell’ARD) su Russia, Ucraina e la politica estera del Cremlino.
Biografia
Il Cremlino è ormai una voce fissa nella maggior parte dei registri dei rischi dei consigli di amministrazione, insieme alla Cina, all’energia e alle catene di approvvigionamento. Ciò che i consigli di amministrazione faticano a ottenere è un’interpretazione del regime che vada oltre i titoli dei giornali e oltre le convenzioni degli analisti occidentali. È questa la lacuna che Udo Lielischkies colma.
Per quasi 25 anni ha lavorato come corrispondente per l’ARD, la più grande emittente pubblica tedesca, nelle tre capitali che hanno definito l’ordine post-guerra fredda: Bruxelles e la NATO dal 1994, Mosca dal 1999, Washington D.C. dal 2006 e nuovamente Mosca dal 2012, dove ha diretto lo studio dell’ARD dal 2014 fino al suo pensionamento nel 2018. Ha assistito all’ascesa di Putin, allora un veterano sconosciuto dell’FSB, e ha seguito senza interruzioni ogni fase successiva.
Il suo libro «Im Schatten des Kreml: Unterwegs in Putins Russland» (Droemer Knaur, 2019) è la testimonianza duratura di quel lavoro. Il libro è giunto alla quarta edizione ed è ampiamente considerato come un’opera che ha anticipato il percorso che ha portato all’invasione dell’Ucraina del 2022. L’edizione in lingua inglese, “In the Shadow of the Kremlin”, è disponibile tramite il catalogo dei diritti di Droemer Knaur. Il lavoro giornalistico alla base del libro gli è valso anche il Premio televisivo tedesco 2004 per il miglior reportage e una nomination al Festival televisivo di Monte Carlo del 2015 per «La guerra sanguinosa in Ucraina – Fuga da Ilovajsk».
Ciò che questo offre a un pubblico attento è qualcosa di raro. Non una tassonomia geopolitica esposta in astratto, ma la trama di un sistema spiegata da chi vi ha vissuto dall’interno: come si muove effettivamente il potere del Cremlino, come le province russe interpretano la guerra, dove il regime è fragile e dove non lo è. Per le organizzazioni che hanno a che fare con la Russia, l’Ucraina, i regimi di sanzioni o il più ampio blocco autoritario, questa visione concreta conta più di un’altra previsione.
Argomenti chiave dell’intervento
- La Russia di Putin e l’architettura del regime
- La guerra in Ucraina e la strategia del Cremlino
- Il rischio geopolitico per i consigli di amministrazione occidentali
- I regimi autoritari e l’ordine basato sulle regole
- Russia, Europa e Stati Uniti: alleanze in evoluzione
- Dietro le quinte del Cremlino: potere, successione, propaganda
Ideale per
- Consigli di amministrazione e comitati esecutivi con esposizione diretta o indiretta a Russia, Ucraina, CSI o regimi di sanzioni
- CRO, responsabili del rischio geopolitico e responsabili degli affari societari che informano i vertici aziendali sugli scenari relativi al Cremlino
- Conferenze di settore nei settori dell’energia, della difesa, dei servizi finanziari e della logistica, dove l’esposizione alla Russia rimane significativa
- Destinatari del settore pubblico e delle politiche che si occupano di sicurezza europea, relazioni transatlantiche e guerra in Ucraina
Risultati per il pubblico
- Un quadro più chiaro di come funziona effettivamente il processo decisionale del Cremlino, al di là della visione dei media occidentali
- Una comprensione concreta dei punti di debolezza e di forza del regime e di cosa ciò implichi per la prossima fase del conflitto
- Domande più mirate da porre nell’ambito dell’analisi interna dell’esposizione alla Russia e alla CSI
- Una visione delle province russe, non solo di Mosca, e del motivo per cui tale distinzione determina gli esiti
- Un contesto per interpretare le future dichiarazioni del Cremlino, le ondate di sanzioni e i segnali di escalation con meno rumore di fondo