Naomi Sesay
I programmi di inclusione si sono moltiplicati. La fiducia in essi, invece, no. I consigli di amministrazione si trovano ora di fronte a una domanda ancora più incisiva: come si fa a ottenere risultati misurabili in materia di inclusione nell’ambito dell’assegnazione degli incarichi, delle assunzioni e del comportamento dei team, senza ricadere nella mera messinscena della conformità o in gesti di facciata che allontanano proprio le persone di cui si ha bisogno al proprio fianco?
Naomi Sesay, ex responsabile della diversità creativa presso Channel 4, aiuta le organizzazioni a trasformare l’inclusione da un impegno politico a una pratica operativa in grado di reggere a un esame approfondito.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Naomi Sesay
- Ha gestito l’inclusione dall’interno del sistema di commissione di un’importante emittente britannica, non come consulente esterna, quindi i suoi consigli hanno il peso delle decisioni che ha effettivamente dovuto prendere e difendere.
- La sua esperienza formativa presso clienti del FTSE 100 e presso Google, YouTube, NBC Universal, Deloitte e Lloyds Bank le ha permesso di mettere alla prova il proprio approccio nelle realtà di contesti aziendali regolamentati e su larga scala.
- Naomi definisce l’inclusione come una competenza di leadership legata ai risultati commerciali, attingendo a una carriera trentennale nel settore radiotelevisivo in cui le decisioni relative al pubblico, ai talenti e al marchio non sono mai state separabili.
- Attraverso il suo progetto di smart city in Sierra Leone, offre una prospettiva concreta sull’equità, fornendo ai suoi interventi un punto di riferimento concreto che va oltre i canoni standard della DEI.
Punti salienti della biografia
- Responsabile della Diversità Creativa presso Channel 4, dal 2022 al 2025; in precedenza, Dirigente per la Diversità sullo Schermo e Responsabile ad interim della Diversità e dell’Inclusione presso l’emittente.
- In precedenza ha lavorato in televisione come produttrice, regista e conduttrice presso MTV News, ed è stata tra i primi produttori del programma “Big Brother” di Channel 4.
- Ex responsabile dell’innovazione e della diversità presso Media Trust.
- Formatrice senior in "Race Fluency" e "Inclusive Leadership" presso APS Intelligence, dove ha tenuto programmi all’interno di organizzazioni del FTSE 100.
- Attività di formazione e conferenze per Google, YouTube, NBC Universal, Amazon, Deloitte, Lloyds Bank, Warner Bros, Viacom, UN Women, Harvard Medical School e la Met Police.
- Membro della Royal Society of Arts; autrice di *The Human Upgrade: The Power to Create Your Future*; guida un progetto di città intelligente sostenibile incentrato sulle donne in Sierra Leone.
Biografia
La maggior parte del lavoro sulla diversità nelle grandi organizzazioni è svolto da persone che non hanno mai dovuto prendere una decisione in merito a una commissione, assumere un dirigente di alto livello o approvare una campagna di marca. La prospettiva dall’interno di quelle stanze è diversa. È più difficile rimanere sul piano teorico quando la scelta è davanti ai propri occhi e il budget è reale.
Naomi Sesay ha ricoperto per tre anni il ruolo di Responsabile della Diversità Creativa presso Channel 4, dopo due precedenti incarichi presso l’emittente come Responsabile della Diversità sullo Schermo e Responsabile ad interim della Diversità e dell’Inclusione. Le sue competenze comprendevano la commissione di progetti, la formazione, la gestione dei talenti e le relazioni dell’emittente con comunità creative culturalmente ed etnicamente diverse in tutto il Regno Unito. Prima di Channel 4 ha gestito i settori dell’innovazione e della diversità presso Media Trust e ha lavorato presso APS Intelligence come formatrice senior in materia di sensibilità razziale e leadership inclusiva per clienti del FTSE 100.
La sua carriera televisiva è iniziata presso MTV News durante il periodo di massimo splendore del canale in Europa, in qualità di produttrice, regista e conduttrice, ed è proseguita con uno dei team di produzione originali del programma “Big Brother” di Channel 4. Questa esperienza nel mondo dell’emittenza televisiva caratterizza il modo in cui si rivolge al pubblico aziendale. L’inclusione non è concepita come una semplice dichiarazione di valori, ma come una disciplina editoriale, di assunzione e commerciale che determina quali progetti vengono realizzati e quali persone vengono ascoltate.
Al di fuori del mondo televisivo, è membro della Royal Society of Arts, autrice di *The Human Upgrade: The Power to Create Your Future* e guida una rete di architetti e investitori impegnati nello sviluppo di una smart city sostenibile incentrata sulle donne in Sierra Leone. Questa combinazione conferisce ai suoi interventi per Google, Deloitte, UN Women, la Harvard Medical School e altre realtà un taglio pratico: lei ha realizzato progetti concreti, non si è limitata a fornire consulenza.
Argomenti principali dei suoi interventi
- Leadership inclusiva
- Diversità, equità e inclusione nella pratica
- Intelligenza culturale
- Settori creativi e rappresentazione
- Intelligenza emotiva per i team dirigenziali
- Storytelling e legami umani
- Impresa sociale e progettazione urbana equa
Ideale per
- I CHRO, i Chief People Officer e i responsabili DEI sotto pressione per dimostrare un impatto operativo concreto, non solo dichiarazioni.
- Consigli di amministrazione e comitati esecutivi che stanno rivalutando la strategia di inclusione a seguito dei cambiamenti politici e dell’attenzione rivolta ai criteri ESG.
- Responsabili di commesse, redattori e creativi nei settori dei media, dell’intrattenimento, dell’editoria e della pubblicità.
- Programmi di formazione per la leadership senior all’interno delle aziende del FTSE 100 e di altre realtà equivalenti, impegnati a ricostruire capacità di leadership inclusiva.
Risultati per il pubblico
- Un criterio più chiaro per distinguere l’inclusione che cambia le decisioni da quella che si limita a metterle in atto.
- Un linguaggio specifico per parlare con i dirigenti senior di razza, identità e cultura senza ricorrere né a gergo tecnico né a banalità.
- Esempi concreti tratti dal mondo delle trasmissioni televisive, dalle aziende FTSE 100 e dai contesti dei marchi globali, che si traducono nelle pratiche di commissione, assunzione e gestione dei team del pubblico stesso.
- Un modo per collegare la leadership inclusiva ai risultati commerciali, alla portata del pubblico e alla fidelizzazione dei talenti, piuttosto che alla semplice rendicontazione di conformità.
Discorsi
Un intervento di approfondimento sui modelli inconsci che ostacolano il vero cambiamento all’interno delle organizzazioni, incentrato sulle abitudini emotive, culturali e neurologiche che influenzano le decisioni.
Punti chiave:
- Perché i programmi sulla diversità si arenano una volta completato il lavoro visibile
- In che modo le abitudini decisionali quotidiane rafforzano silenziosamente l’omogeneità
- Routine pratiche di analisi che i leader possono applicare ai propri team
Un intervento di approfondimento sulla leadership, incentrato sui comportamenti, sul linguaggio e sulle decisioni specifici che rendono la leadership inclusiva una realtà concreta.
Punti chiave:
- Come si manifesta la leadership inclusiva in contesti caratterizzati da pressioni commerciali reali
- Come guidare team eterogenei senza appiattire le differenze
- I comportamenti di leadership che distinguono la performance dalla semplice apparenza
Un intervento sul tema dello storytelling come elemento di coesione dell’inclusione, tratto da un’esperienza professionale nel mondo dell’emittenza televisiva nei settori dell’informazione, dell’intrattenimento e della programmazione.
Punti chiave:
- Come la narrazione determina chi viene visto e ascoltato all’interno delle organizzazioni
- Cosa può insegnare il mondo dell’emittenza ai leader aziendali riguardo al pubblico e alla voce
- L’uso della narrazione per rendere l’inclusione comprensibile ai decisori di alto livello