Bruno Giussani
I dirigenti ritengono che l'adozione dell'intelligenza artificiale non comprometta il loro giudizio, ma tale presupposto non è stato verificato. I sistemi algoritmici plasmano le convinzioni e orientano le decisioni all'interno delle organizzazioni attraverso l'architettura dell'informazione piuttosto che con mezzi visibili. L'organizzazione che non è in grado di distinguere le proprie conclusioni da quelle a cui è stata indotta a giungere si trova ad affrontare un rischio di governance senza nome.
Il rischio organizzativo più grave legato all’intelligenza artificiale non è l’automazione, bensì l’erosione del giudizio indipendente: è quanto sostiene Bruno Giussani, ex curatore globale di TED e autore di *Our Minds Under Siege*, rivolgendosi ai team dirigenziali che devono orientarsi in un mondo dominato dall’influenza degli algoritmi.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Bruno Giussani
- Il suo libro Our Minds Under Siege (2026) offre ai team dirigenziali un quadro strutturato per comprendere come i sistemi di IA rimodellino il giudizio umano dall’interno; una diagnosi di un rischio che la maggior parte dei quadri di governance non affronta ancora e che la maggior parte dei dibattiti sull’etica dell’IA tralascia completamente.
- Quasi vent'anni come curatore globale di TED, durante i quali ha lavorato con più di 1.000 relatori, tra cui Sua Santità Papa Francesco (due volte), il Principe William e il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, gli hanno fornito una visione pratica di come le idee si diffondono nelle organizzazioni e nelle società e di cosa le blocca.
- Opera all'intersezione tra IA, geopolitica ed economia piuttosto che all'interno di una singola disciplina, il che gli permette di inquadrare il rischio cognitivo come una questione di potere e governance, non come un problema di gestione tecnologica.
- La sua posizione analitica è esplicitamente non allarmistica: plasmata da tre decenni di giornalismo tecnologico pragmatico e privo di sensazionalismi su New York Times, The Economist e Wired UK. Le organizzazioni che hanno superato la fase introduttiva del dibattito sull'IA trovano utile questo approccio.
Punti salienti della biografia
- Ex curatore globale e direttore europeo di TED (2005–2024); ha curato più di 1.000 TED Talks, tra cui due di Sua Santità Papa Francesco e uno del Principe William
- Autore di Our Minds Under Siege: How to Avoid Being Manipulated in the Age of AI (University of Chicago Press / Scheidegger & Spiess, 2026); autore anche di Roam: Making Sense of the Wireless Internet (Random House, 2001)
- Conduttore del podcast Deftech ("La menace cognitive"), 2025 – sei episodi sulla sovranità cognitiva e sulle minacce poste dall'IA e dalla neurotecnologia
- JSK Fellow, Università di Stanford; Affiliated Fellow, Freeman Spogli Institute for International Studies
- Wired UK "Wired 100" (i 100 europei più influenti): 2011, 2012, 2014, 2015; SwissAward Person of the Year 2015, categoria Economia
- Columnist su Internet, New York Times (1996–2000); collaboratore di The Economist, Wall Street Journal Europe e Wired UK
Biografia
Il dibattito dominante sull'IA nella maggior parte delle organizzazioni riguarda l'automazione, l'efficienza e la disruption competitiva. La questione se la stessa tecnologia stia contemporaneamente rimodellando il giudizio delle persone che prendono tali decisioni è stata in gran parte accantonata. Bruno Giussani contesta questa omissione. La sua tesi: la sovranità cognitiva – la capacità di pensare e decidere in modo indipendente – è la sfida di governance che le organizzazioni non stanno ancora nominando.
Giussani è stato curatore globale e direttore europeo di TED per quasi vent'anni, curando più di 1.000 conferenze, tra cui due di Sua Santità Papa Francesco e una del Principe William, oltre a figure di spicco della geopolitica, dell'economia e del clima.
Quel ruolo curatoriale, al centro dell’economia globale delle idee, ha permesso di sviluppare una comprensione pratica di come gli ambienti informativi modellino ciò in cui le persone credono e il modo in cui decidono: non attraverso la forza, ma attraverso la progettazione.
Prima di TED, ha scritto di tecnologia per il New York Times (come editorialista europeo per Internet), The Economist, il Wall Street Journal Europe e Wired UK. La posizione costante in tutto quel lavoro era pragmatica e non allarmistica; scettica sia nei confronti delle visioni utopiche che di quelle allarmistiche della tecnologia. Quella disciplina editoriale è alla base di Our Minds Under Siege, che tratta la manipolazione dell’IA non come una questione di tutela dei consumatori, ma come una sfida strutturale al pensiero organizzativo e alla governance.
Il suo podcast Deftech (2025), prodotto in francese, tedesco e italiano, ha esplorato le minacce cognitive derivanti dall'IA e dalle neurotecnologie prima che il libro fosse pubblicato. Fornisce consulenza a organizzazioni pubbliche e aziende private e porta questa analisi ai consigli di amministrazione e ai team dirigenziali dove convergono strategia tecnologica, rischio geopolitico e processo decisionale organizzativo.
Argomenti principali delle conferenze
- Sovranità cognitiva e manipolazione tramite IA
- Gli impatti sociali e politici delle tecnologie algoritmiche
- Come si diffondono le idee nelle organizzazioni e nelle società
- Tecnologia, geopolitica e il futuro del potere
- Governance dell'IA oltre l'automazione e la conformità
- Cura e gestione della conoscenza in un'era di abbondanza di informazioni
- L'intersezione tra IA, neurotecnologia e processo decisionale umano
Ideale per
- Consigli di amministrazione e team dirigenziali che esaminano la governance dell'IA al di là dei rischi operativi e di conformità
- Amministratori delegati, CSO e Chief AI Officer impegnati nella creazione di quadri strategici per gli impatti cognitivi e sociali dell'IA
- Responsabili degli affari societari e della comunicazione le cui organizzazioni operano in contesti informativi plasmati dagli algoritmi
- Conferenze per dirigenti e forum di leadership di pensiero che richiedono un moderatore o un conduttore con comprovata esperienza nell'intervistare capi di Stato, premi Nobel e leader istituzionali globali
Risultati per il pubblico
- Un quadro chiaro per distinguere il rischio operativo dell'IA (automazione, disgregazione) dal rischio cognitivo dell'IA (manipolazione del giudizio e delle convinzioni)
- Un vocabolario operativo per la sovranità cognitiva; cosa significa a livello organizzativo, in che modo differisce dall'etica dell'IA e perché sta diventando una questione di governance
- Approfondimento su come gli ambienti informativi sono progettati architettonicamente per plasmare l'attenzione e le convinzioni, tratto da vent'anni di curatela della piattaforma di idee più seguita al mondo
- Una comprensione pratica di come le idee influenti vengono costruite, comunicate e adottate, e cosa rende le organizzazioni resistenti o ricettive nei loro confronti
- Una prospettiva non allarmistica e analiticamente fondata sugli impatti sociali e politici dell'IA, adatta a team di alto livello che hanno già superato la fase introduttiva
Discorsi
Attingendo a quasi vent’anni di esperienza nella selezione delle idee al TED, l’autore spiega come le idee di grande impatto si diffondono all’interno delle organizzazioni e delle società, cosa le rende efficaci e perché idee altrettanto valide non riescono a raggiungere le persone che ne hanno bisogno.
Punti chiave:
- Le caratteristiche strutturali che distinguono le idee con un impatto organizzativo duraturo da quelle che generano un’attenzione di breve durata
- Come gli ambienti informativi, algoritmici e non, determinano quali idee raggiungono i decisori e quali no
- Cosa possono fare le organizzazioni per sviluppare e comunicare idee con credibilità istituzionale
Esamina il modo in cui le idee si diffondono nei sistemi politici, economici e sociali, nonché le implicazioni per le organizzazioni che operano in un mondo caratterizzato da informazioni controverse e selezionate da algoritmi.
Punti chiave:
- In che modo le piattaforme algoritmiche hanno modificato la velocità e la selettività con cui le idee raggiungono i diversi pubblici
- Perché alcune idee ottengono legittimità istituzionale mentre alternative altrettanto valide rimangono marginali
- Il ruolo della curatela, del contesto e della credibilità nel determinare su quali idee le organizzazioni possono agire
Sostiene che il rischio organizzativo più rilevante legato all’IA non sia l’automazione, bensì l’erosione della sovranità cognitiva – ovvero la capacità di pensare e decidere in modo indipendente – e fornisce ai team dirigenziali un quadro di riferimento per riconoscerlo e affrontarlo.
Punti chiave:
- Perché la sovranità cognitiva, e non l’automazione, è la sfida centrale di governance dell’era dell’IA
- In che modo i sistemi algoritmici rimodellano le convinzioni e guidano le decisioni senza un intervento visibile
- Un quadro diagnostico per distinguere le conclusioni proprie di un’organizzazione da quelle che è stata strutturata per raggiungere
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