Herman van Rompuy

L’esposizione europea non è più una questione di back-office. Ai consigli di amministrazione viene chiesto di tenere conto del rischio politico, della frammentazione fiscale e dei regimi sanzionatori nelle decisioni che un tempo ruotavano esclusivamente attorno ai costi e alla domanda. Sono pochi i team dirigenziali che possono contare su qualcuno che fosse presente quando sono state effettivamente redatte le norme che oggi regolano l’euro, l’unione bancaria e la risposta dell’UE alle crisi.

Herman Van Rompuy, primo presidente a tempo pieno del Consiglio europeo ed ex primo ministro del Belgio, aiuta i team dirigenziali a interpretare i rischi politici ed economici europei attraverso lo sguardo di chi ha presieduto le riunioni durante la crisi dell’euro.

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Perché le organizzazioni collaborano con Herman Van Rompuy

  • Ha presieduto il Consiglio europeo durante la crisi del debito sovrano ed è in grado di spiegare, da una prospettiva privilegiata, come le decisioni relative all’euro, al Patto di bilancio e al Meccanismo europeo di stabilità siano state effettivamente negoziate tra le 27 capitali nazionali.
  • È un economista di formazione, non solo un politico di carriera; grazie alla sua esperienza presso la Banca Nazionale del Belgio, è in grado di analizzare la politica monetaria, la regolamentazione bancaria e la governance fiscale con una competenza tecnica che manca alla maggior parte degli ex capi di Stato.
  • Il suo rapporto del 2012 al Consiglio europeo ha gettato le basi per l’Unione bancaria; i leader ottengono così una prospettiva diretta dall’autore stesso sull’architettura di vigilanza e risoluzione all’interno della quale operano oggi i loro team di tesoreria e di gestione del rischio.
  • Rimane al passo con il dibattito attuale in qualità di presidente del consiglio di amministrazione del Collegio d’Europa e di presidente onorario dell’European Policy Centre, quindi la sua analisi è attuale, non un semplice resoconto retrospettivo.
  • Il Premio Carlo Magno viene assegnato per la mediazione e la costruzione del consenso in Europa, che è esattamente ciò che egli fa sul palco: traduce la dinamica negoziale di 27 paesi in un linguaggio su cui un consiglio di amministrazione aziendale possa agire.

Punti salienti della biografia

  • Primo presidente a tempo pieno del Consiglio europeo, 2009-2014, rieletto all’unanimità per un secondo mandato nel 2012.
  • Primo ministro del Belgio, 2008-2009; presidente della Camera dei rappresentanti, 2007-2008; vice primo ministro e ministro del Bilancio, 1993-1999.
  • Insignito del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana, 2014.
  • Presidente del Consiglio amministrativo del Collegio d’Europa (Bruges); presidente onorario dell’European Policy Centre; visiting fellow presso Bruegel.
  • Autore di nove libri, tra cui “Europe in the Storm: Promise and Prejudice” (Davidsfonds, 2014) sugli anni della crisi dell’eurozona.
  • Ha conseguito un master in Economia applicata presso la KU Leuven; ex economista presso la Banca nazionale del Belgio.

Biografia

Quando l’euro rischiò di crollare nel 2011 e nel 2012, le riunioni che ne garantirono la sopravvivenza furono presiedute da un solo uomo. Herman Van Rompuy aveva assunto nel gennaio 2010 la carica, di nuova istituzione, di presidente permanente del Consiglio europeo e, nel giro di pochi mesi, i piani di salvataggio per Grecia, Irlanda e Portogallo erano già sulla sua scrivania. Nel corso di cinque anni ha presieduto ventotto Consigli europei e undici vertici dell’euro, definendo l’architettura che ancora oggi regola la moneta unica.

La sostanza di quel periodo conta più del titolo. Sotto la sua presidenza, il Consiglio europeo ha approvato il Meccanismo europeo di stabilità, il Patto di stabilità e di crescita e le norme del «Six-Pack» e del «Two-Pack» sui bilanci nazionali. La sua relazione del giugno 2012, redatta insieme ai presidenti della Commissione, della BCE e dell’Eurogruppo, ha delineato il progetto per l’Unione bancaria; a seguire sono stati istituiti il Meccanismo di vigilanza unico e il Meccanismo di risoluzione unico. Le imprese che operano in Europa agiscono ora all’interno del quadro che egli ha contribuito a definire.

È approdato a questo ruolo innanzitutto come economista. Un master in Economia applicata conseguito presso la KU Leuven e i primi anni di carriera presso la Banca nazionale del Belgio gli hanno conferito una padronanza dei dettagli monetari e fiscali che lo distingue dalla maggior parte degli ex capi di governo. Gli elettori belgi lo conoscevano come ministro del bilancio tecnocratico negli anni ’90, prima che diventasse primo ministro durante la crisi finanziaria del 2008, e ha portato lo stesso stile a Bruxelles: discreto, metodico, orientato al consenso.

Questo approccio gli ha permesso di rimanere al centro del dibattito europeo. È presidente del Consiglio amministrativo del Collegio d’Europa a Bruges, presidente onorario dell’European Policy Centre e ricercatore ospite presso Bruegel. Il Premio Internazionale Carlo Magno, conferitogli nel 2014, lo ha definito un mediatore e una forza trainante dell’unificazione europea, ed è proprio questo il modo di operare che i consigli di amministrazione riscontrano quando si riuniscono con lui per discutere dello stato dell’Unione.

Principali argomenti di intervento

  • Governance dell’Unione europea e riforma istituzionale
  • Politica economica dell’Eurozona e cooperazione monetaria
  • Unione bancaria e stabilità finanziaria europea
  • Rischi geopolitici nei paesi vicini all’Europa
  • Processo decisionale in situazioni di crisi a livello dei capi di governo
  • L'allargamento dell'UE e il futuro dell'integrazione
  • Il Belgio e la politica del governo di coalizione

Ideale per

  • Consigli di amministrazione e comitati esecutivi di aziende con una significativa esposizione nell’area dell’euro
  • Direttori finanziari e responsabili della tesoreria che operano nel quadro della normativa finanziaria dell’UE
  • Funzioni di affari governativi, strategia e rischio politico nelle multinazionali
  • Operatori del settore bancario, assicurativo e della gestione patrimoniale che operano nel quadro delle norme dell’Unione Bancaria

Risultati per il pubblico

  • Una visione più chiara di come vengono effettivamente prese le decisioni a livello UE tra le capitali nazionali, le istituzioni e la BCE
  • Una visione concreta della direzione che sta prendendo l’integrazione dell’eurozona e dei vincoli politici che la regolano
  • Una prospettiva di prima mano sulla leadership in situazioni di crisi ai vertici della politica europea
  • Una definizione più precisa del rischio politico europeo per le discussioni a livello di consiglio di amministrazione e di comitato di investimento

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