Mike Kaplin
La maggior parte delle strategie di sostenibilità viene elaborata partendo da una situazione di abbondanza. La prova più difficile è vedere cosa rimane quando le risorse si esauriscono: suolo degradato, acqua salmastra, assenza di catene di approvvigionamento affidabili. I modelli operativi sviluppati in condizioni di reale limitazione sono rari e molto più istruttivi rispetto ai quadri programmatici ambiziosi che la maggior parte dei consigli di amministrazione prende in esame.
Mike Kaplin è stato un pioniere della permacultura in Israele e illustra alle organizzazioni quali siano le reali esigenze delle pratiche rigenerative in contesti in cui le risorse sono scarse e le catene di approvvigionamento convenzionali non sono disponibili.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Mike Kaplin
- Sostenibilità costruita in condizioni di reale scarsità di risorse. Il Center for Creative Ecology del kibbutz Lotan ha trascorso quasi tre decenni producendo cibo, energia e alloggi a partire dai flussi di rifiuti e dall’acqua salmastra del deserto dell’Arava.
- Il lavoro pionieristico sull’edilizia naturale in Israele ha portato alla legalizzazione delle norme in materia, un caso raro in cui una pratica ecologica dal basso ha modificato il quadro normativo.
- Un sito dimostrativo funzionante da visitare: dal 2000 circa 700 partecipanti israeliani e internazionali hanno preso parte al programma Green Apprenticeship, e il sistema rigenerativo può essere osservato in funzione anziché solo sulla carta.
- La pratica rigenerativa integrata funziona come un unico sistema interconnesso, in cui l’agricoltura biologica, l’energia alternativa, l’edilizia naturale e la gestione dei rifiuti si alimentano a vicenda.
Punti salienti della biografia
- Co-fondatore e direttore del Center for Creative Ecology (CfCE) presso il kibbutz Lotan, fondato nel 1997.
- Uno dei primi permacultori di Israele; pioniere della prima area di riciclaggio del Paese.
- Ha guidato i lavori di edilizia naturale che hanno contribuito alla legalizzazione delle norme in materia di edilizia naturale in Israele.
- Ideatore e coordinatore del programma di studio e lavoro “Green Apprenticeship”. Circa 700 partecipanti israeliani e internazionali lo hanno completato dal 2000.
- Il Centro per l’Ecologia Creativa ha ricevuto nel 2000 il premio “Shield” del Ministero dell’Ambiente israeliano per l’educazione ambientale.
- Il kibbutz Lotan ha ricevuto nel 2006 il premio “Ecovillage Excellence” della Rete Globale degli Ecovillaggi.
Biografia
Il kibbutz Lotan sorge nel deserto meridionale dell’Arava, dove i coloni fondatori avevano a disposizione poco più che sabbia e acqua salmastra. Il Centro per l’Ecologia Creativa è nato proprio da quella limitazione.
Fondato nel 1997, il CfCE è diventato un centro operativo per la formazione, la ricerca e la dimostrazione in materia di sostenibilità in condizioni aride. Mike Kaplin ne è stato cofondatore e ora ne è il direttore. L’attività spazia dalla produzione di alimenti biologici a partire da rifiuti urbani e agricoli compostati, all’edilizia ad alta efficienza energetica che utilizza balle di paglia e materiali naturali, ai sistemi idrici basati sull’irrigazione con acqua salmastra, fino alla gestione comunitaria dei rifiuti. Ogni aspetto è stato realizzato, gestito, perfezionato e documentato in loco.
Alcuni di questi interventi hanno ridefinito ciò che è consentito in Israele. L’approccio pionieristico di Mike nei metodi di costruzione naturale ha contribuito alla legalizzazione delle norme in materia di edilizia naturale in Israele, e l’area di riciclaggio da lui sviluppata a Lotan è stata la prima del Paese. Il CfCE ha ricevuto nel 2000 il premio “Shield” del Ministero dell’Ambiente israeliano per l’educazione ambientale; il kibbutz Lotan ha ricevuto nel 2006 il premio “Ecovillage Excellence” della Rete Globale degli Ecovillaggi.
Dal 2000, circa 700 partecipanti provenienti da Israele e dall’estero hanno seguito il programma “Green Apprenticeship”, apprendendo la progettazione in permacultura, l’edilizia naturale e la sostenibilità su scala comunitaria proprio all’interno del kibbutz stesso. Per le organizzazioni che stanno ripensando il proprio uso delle risorse, Lotan offre qualcosa di insolito: un consiglio di amministrazione può esaminare operazioni che funzionano da decenni, in condizioni più dure di qualsiasi contesto aziendale, e chiedersi cosa sia trasferibile.
Argomenti chiave degli interventi
- Progettazione in permacultura
- Agricoltura sostenibile in ambienti aridi
- Edilizia naturale ed ecologica
- Gestione dei rifiuti su scala comunitaria
- Produzione di alimenti biologici a partire dai rifiuti compostati
- Energia rinnovabile in condizioni desertiche
- Progettazione rigenerativa delle comunità
Ideale per
- I leader nel campo della sostenibilità e dell’ESG alla ricerca di esempi concreti di pratiche rigenerative piuttosto che di modelli teorici.
- Consigli di amministrazione che valutano quali siano le esigenze della transizione climatica a livello operativo, anche in presenza di reali vincoli di risorse.
- I team del settore immobiliare, dell’edilizia e dell’ambiente costruito interessati ai metodi di costruzione naturali e al lavoro normativo che li ha legalizzati in Israele.
- I leader nel campo dell’istruzione e dell’apprendimento responsabili della progettazione di programmi esperienziali sulla sostenibilità.
Risultati per il pubblico
- Esempi concreti di pratiche rigenerative provenienti da un sito nel deserto attivo dal 1997.
- La storia alla base di uno dei casi più evidenti in Israele di come una pratica dal basso abbia modificato la normativa nazionale, attraverso l’edilizia naturale.
- Un punto di riferimento operativo per la sostenibilità integrata tra cibo, acqua, energia e rifiuti, concepita come un unico sistema.
- Come si presenta una sostenibilità seria quando non è possibile dare per scontate le catene di approvvigionamento e gli input convenzionali, tratto direttamente dalle attività che Lotan porta avanti da decenni.