Gary Hamel
La maggior parte delle grandi organizzazioni è strutturata per preservare ciò che ha, non per costruire ciò che verrà dopo. Gerarchie, regole e indicatori trimestrali soffocano silenziosamente proprio quella iniziativa da cui dipendono, e il costo si traduce in una crescita stagnante, nella perdita di talenti e in una strategia che resta indietro rispetto al mercato. La vera domanda per il top management è se l’azienda disponga di un modello gestionale in grado di superare la propria burocrazia.
Gary Hamel è uno stratega della London Business School che aiuta i vertici aziendali a ridefinire modelli di gestione che valorizzino, anziché soffocare, il contributo umano.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Gary Hamel
- Fornisce ai team dirigenziali il vocabolario necessario per riconoscere la propria burocrazia. I termini che ha contribuito a introdurre – competenza chiave, intento strategico e ora humanocracy – costituiscono il linguaggio che molti consigli di amministrazione utilizzano già per discutere di strategia e progettazione.
- Va oltre la versione “teatrale” della trasformazione incentrata sull’innovazione. Il suo lavoro con Michele Zanini sull’“humanocracy” è un’argomentazione supportata dai dati secondo cui la maggior parte delle grandi aziende è organizzata in modo da rallentare le persone, e offre un modello specifico per smantellare tale struttura.
- Si colloca all’incrocio tra strategia e progettazione organizzativa, un terreno in cui pochi pensatori si avventurano. La maggior parte degli strateghi si ferma al mercato; la maggior parte degli specialisti dell’organizzazione si ferma alla cultura. Hamel sostiene che i due aspetti costituiscano lo stesso problema.
- Vanta credenziali che i responsabili degli acquisti di alto livello riconoscono a prima vista: oltre tre decenni nella facoltà della London Business School, autore più ristampato su Harvard Business Review, membro della Hall of Fame di Thinkers50.
Punti salienti della biografia
- Professore ospite di Strategia e Imprenditorialità alla London Business School da oltre 30 anni
- Autore più ristampato nella storia dell’Harvard Business Review
- Insignito della Hall of Fame di Thinkers50 nel 2022; classificato tra i primi 30 pensatori di management a livello mondiale in cinque liste consecutive di Thinkers50
- Coautore, insieme a C.K. Prahalad, di “Strategic Intent” (1989) e “The Core Competence of the Corporation” (1990), due degli articoli dell’HBR più citati mai pubblicati
- Autore o coautore di *Competing for the Future*, *Leading the Revolution*, *The Future of Management*, *What Matters Now* e *Humanocracy*
- Fondatore di Strategos e del Management Lab; membro della Strategic Management Society e del World Economic Forum
Biografia
Le scuole di strategia insegnano ai leader a studiare i propri mercati. La carriera di Hamel è stata una lunga argomentazione a sostegno del fatto che il problema più difficile risiede all’interno dell’organizzazione. *Competing for the Future*, scritto con C.K. Prahalad nel 1994, ha ridefinito il concetto di vantaggio competitivo incentrandolo sulla capacità distintiva piuttosto che sulla posizione di mercato, e gli articoli dell’HBR su cui si basa, “Strategic Intent” e “The Core Competence of the Corporation”, rimangono, tre decenni dopo, punti fermi nelle liste di lettura dei dirigenti.
Quel lavoro lo ha reso una delle voci di riferimento nel campo della strategia degli anni ’90. Ciò che ha fatto in seguito è la parte che oggi i leader senior tendono ad apprezzare di più. Nei libri *The Future of Management* e *Humanocracy*, scritti insieme a Michele Zanini, ha rivolto la stessa lente analitica al modello di gestione stesso, sostenendo che le strutture su cui fanno affidamento la maggior parte delle aziende sono state costruite per garantire conformità e controllo e sono attivamente ostili all’iniziativa, all’agilità e al giudizio che quelle stesse aziende dicono di volere.
*Humanocracy* rappresenta il punto di forza di tale argomentazione. Attingendo ai dati raccolti da oltre 10.000 dipendenti e da una serie di aziende citate come casi di studio, il libro illustra cosa occorre per sostituire le routine burocratiche con un modello in cui le persone sono il fulcro piuttosto che una risorsa. È diventato un bestseller del *Wall Street Journal* e costituisce il punto di riferimento della sua attuale attività di relatore presso consigli di amministrazione e comitati esecutivi.
Le credenziali a sostegno di tale tesi sono eccezionalmente solide. Hamel fa parte del corpo docente della London Business School da oltre trent’anni, è l’autore più ristampato nella storia dell’HBR ed è stato inserito nella Thinkers50 Hall of Fame nel 2022. Fortune lo ha definito il massimo esperto mondiale di strategia aziendale; il Financial Times lo definisce un innovatore nel campo del management senza pari.
Argomenti principali delle conferenze
- Innovazione gestionale e il futuro del modello di gestione
- Humanocracy e progettazione di organizzazioni post-burocratiche
- Intento strategico e competenze chiave nei mercati contesi
- Agilità organizzativa e resilienza su larga scala
- Sviluppo della capacità di innovazione all’interno delle grandi aziende consolidate
- Leadership per il rinnovamento strategico
Ideale per
- amministratori delegati e comitati esecutivi alle prese con lo scostamento tra strategia e attuazione
- Direttori delle risorse umane (CHRO) e responsabili della trasformazione (CTO) impegnati a riprogettare i modelli operativi
- Discussioni del consiglio di amministrazione sulla competitività a lungo termine e sulle capacità gestionali
- Programmi di leadership all’interno di grandi aziende consolidate e burocratiche
Risultati per il pubblico
- Una visione più chiara dei punti in cui il proprio modello gestionale sta compromettendo velocità e iniziativa
- Linguaggio specifico, competenze chiave, intenti strategici, "humanocracy": concetti che i team dirigenziali possono utilizzare per discutere di strategia già il giorno successivo
- Esempi concreti di aziende che hanno smantellato le routine burocratiche e cosa è stato necessario per farlo
- Una distinzione più chiara tra il lavoro strategico e la progettazione organizzativa, e perché trattarli come progetti separati non funziona
- Una visione della capacità di innovazione come problema di sistema, non come semplice slogan culturale
Discorsi
Un intervento su come le grandi organizzazioni possano trasformare l’innovazione in una capacità ripetibile anziché in un evento occasionale.
Punti chiave:
- Come pensare come un innovatore all’interno di un’azienda consolidata
- Come liberare l’energia imprenditoriale di ogni dipendente
- Come sviluppare strategie di successo che competano sulla base delle capacità, non delle dimensioni