Matthew Luhn
La maggior parte dei messaggi dei dirigenti viene ascoltata, ma poi dimenticata già alla riunione successiva. Presentazioni strategiche, assemblee generali, campagne di branding e presentazioni ai clienti competono per attirare l’attenzione con tutto il resto che i dipendenti e i clienti vedono nel corso della giornata. La capacità di costruire una storia che il pubblico possa e voglia ripetere viene raramente considerata una competenza professionale seria, anche se è proprio questa a determinare il successo o il fallimento di una strategia.
Matthew Luhn è un ex story artist della Pixar che insegna a dirigenti, team di brand e innovatori come creare quel tipo di storie che spingono clienti, dipendenti e investitori ad agire.
Full Profile
Perché le aziende collaborano con Matthew Luhn
- Ha trascorso più di 20 anni nella story room della Pixar, lavorando a Toy Story, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Up e Ratatouille, quindi i principi che insegna sono proprio quelli che hanno portato al successo alcuni dei film di maggior successo commerciale mai realizzati.
- Il suo libro *The Best Story Wins* (Morgan James, 2018) offre ai clienti una metodologia ben definita e documentata, non un generico discorso sullo storytelling. I team escono dal corso con una struttura che possono applicare a un discorso programmatico, a una trattativa di vendita o a una campagna di branding.
- È uno dei pochissimi relatori ad aver vissuto in prima persona una cultura creativa su larga scala e in grado di spiegare in modo credibile come il processo “Braintrust” della Pixar produca un feedback creativo sincero senza minare la fiducia.
- La sua lista di clienti in questo ambito include Apple, Google, Microsoft, Salesforce, Capital One, Procter and Gamble, Sony e Target, il che indica che i leader senior nel campo del brand, del marketing e dell’innovazione sono il pubblico per cui è stato concepito.
- Considera lo storytelling una competenza commerciale, non una soft skill. Il suo lavoro mira a rendere i messaggi più incisivi, a rafforzare il ricordo del marchio e a migliorare la comunicazione interna della strategia.
Punti salienti della biografia
- Story artist e story supervisor presso i Pixar Animation Studios per oltre due decenni, con crediti in Toy Story 2, Monsters Inc., Alla ricerca di Nemo, Cars, Ratatouille, Up, Toy Story 3 e Monsters University.
- Uno dei 12 animatori originari assunti per il primo film di Toy Story nel 1995.
- Il più giovane animatore assunto per I Simpson all’età di 19 anni, con crediti in sei episodi del 1992, tra cui “Kamp Krusty” e “Lisa’s Pony”.
- Autore di *The Best Story Wins: How to Leverage Hollywood Storytelling in Business and Beyond*, Morgan James Publishing, 2018.
- Relatore TEDx (TEDxUCSB) e relatore principale per aziende quali Apple, Google, Microsoft, Salesforce, Capital One, Procter and Gamble, Sony, Target, Vrbo, Adidas e Lego.
- Ha seguito il corso di animazione dei personaggi presso il California Institute of the Arts; ha conseguito la laurea in Belle Arti (BFA) presso l’Academy of Art University.
Biografia
La Pixar ha costruito uno dei motori creativi più affidabili nel mondo degli affari moderno trattando la narrazione come una disciplina, non come un talento. All’interno di quel motore operava un piccolo gruppo di story artist il cui compito era quello di trovare, in ogni film, la verità emotiva a cui un pubblico globale avrebbe reagito. Matthew Luhn era uno di loro, per oltre 20 anni e in film quali Toy Story, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Up e Ratatouille.
Quel percorso è iniziato presto. A 19 anni era l’animatore più giovane assunto per I Simpson, poi nel 1995 è entrato alla Pixar come uno dei primi 12 animatori di Toy Story. È passato alla sala di sviluppo della trama per Toy Story 2 e vi è rimasto, ricoprendo infine il ruolo di supervisore della trama, durante la realizzazione di alcuni dei film d’animazione di maggior successo commerciale mai realizzati.
Il collegamento con il mondo degli affari è diretto. Le stesse domande che uno story artist si pone riguardo a un film – cosa deve provare il pubblico, qual è il cambiamento, qual è l’unica cosa che dovrebbe ricordare – sono le domande che un leader dovrebbe porsi riguardo al lancio di una strategia, a una presentazione di vendita o a una campagna di marca. Il suo libro, *The Best Story Wins* (Morgan James, 2018), trasforma queste domande in una metodologia operativa.
I clienti tendono a rivolgersi a lui quando si trovano di fronte a una specifica difficoltà. I loro messaggi sono accurati ma non memorabili. Il loro marchio è riconosciuto ma non amato. Le loro comunicazioni interne informano ma non coinvolgono le persone. Apple, Google, Microsoft, Salesforce, Capital One, Procter & Gamble, Sony e Target hanno utilizzato il suo lavoro per colmare queste lacune.
Argomenti principali delle conferenze
- Storytelling aziendale
- Narrazione del marchio e coinvolgimento dei clienti
- Cultura creativa e il processo Braintrust della Pixar
- Innovazione e differenziazione creativa
- Comunicazione nella leadership
- Storytelling nelle vendite e nelle presentazioni
Ideale per
- CMO, direttori di marca e responsabili dei contenuti impegnati a ridefinire l’immagine dell’azienda agli occhi dei clienti.
- Responsabili dell’innovazione e team di prodotto che devono far decollare nuove idee sia internamente che esternamente.
- Dirigenti delle vendite e team dedicati al fatturato che intendono affinare le tecniche di presentazione e la narrativa rivolta ai clienti.
- Responsabili della comunicazione interna e delle risorse umane che gestiscono grandi assemblee aziendali, programmi di cambiamento o iniziative di promozione della cultura aziendale.
Risultati per il pubblico
- Una struttura operativa per costruire una storia attorno a qualsiasi messaggio aziendale, ispirata al processo narrativo della Pixar.
- Una comprensione più chiara di ciò che rende la narrazione di un marchio o di un prodotto memorabile, anziché semplicemente accurata.
- Strumenti per fornire e ricevere feedback creativi onesti, ispirati al Braintrust della Pixar.
- Una distinzione più netta tra la trasmissione di informazioni e la persuasione, applicata a discorsi programmatici, presentazioni e comunicazioni interne.
- Tecniche specifiche e ripetibili che il team può applicare alla prossima campagna, alle riunioni con tutto il personale o alle presentazioni ai clienti.
Discorsi
Un intervento su come creare storie aziendali che clienti, dipendenti e investitori ricordino davvero e raccontino ad altri, frutto di due decenni di esperienza nella “story room” della Pixar.
Punti chiave:
- La struttura narrativa che caratterizza i film della Pixar e come applicarla a un messaggio di marca, di vendita o strategico.
- Perché la maggior parte della comunicazione aziendale fallisce in termini di memorabilità, non di accuratezza, e come porvi rimedio.
- Un approccio replicabile per creare un unico punto indimenticabile per ogni messaggio.
Una conferenza su come le organizzazioni creative trasformino le idee grezze in prodotti commerciali e su cosa i team aziendali possano imparare dal modo in cui la Pixar gestisce lo sviluppo creativo.
Punti chiave:
- Come il Braintrust della Pixar fornisce e riceve feedback senza soffocare le idee.
- La differenza tra novità e innovazione che conquista il pubblico.
- Abitudini pratiche che tutelano il lavoro creativo all’interno di un’azienda orientata ai risultati.
Un intervento su come Hollywood utilizzi i dati sul pubblico per dare forma alle storie e su cosa i leader aziendali dovrebbero e non dovrebbero trarre da tale pratica.
Punti chiave:
- Quando i dati arricchiscono una storia e quando invece la appiattiscono.
- Come utilizzare le informazioni sui clienti senza appiattire il marchio.
- Il confine tra decisioni creative informate dai dati e decisioni creative guidate dai dati.