Avinash Kaushik
La maggior parte delle organizzazioni di marketing raccoglie più dati di quanti ne riesca a sfruttare e lancia più campagne di quante ne possa giustificare. Il divario tra i dashboard e le decisioni si è ampliato con l’avvento dell’IA generativa, anziché ridursi. I dirigenti di alto livello hanno bisogno di un modo per collegare le intenzioni dei clienti, le misurazioni e i risultati commerciali senza cedere il campo al fornitore più chiassoso della sala.
Avinash Kaushik aiuta i responsabili del marketing a trasformare i dati e l’intelligenza artificiale in decisioni commerciali, grazie alla sua esperienza di sedici anni in Google e a due libri bestseller sull’analisi dei dati web.
Full Profile
Perché le aziende collaborano con Avinash Kaushik
- Ha creato il vocabolario concettuale che oggi utilizza un'intera generazione di professionisti del marketing, compreso il modello "See-Think-Do-Care" che mette in relazione contenuti, media e misurazione con le reali intenzioni dei clienti.
- I sedici anni trascorsi come Digital Marketing Evangelist presso Google gli hanno permesso di acquisire una visione d’insieme delle prestazioni di marketing della maggior parte dei più grandi inserzionisti mondiali, non limitandosi a un singolo caso di studio.
- Colma il divario tra analisi e marchio in un contesto che solitamente costringe i leader a scegliere l’uno o l’altro, fornendo consulenza sia a una società di misurazione (Human Made Machine) sia a un gruppo globale di moda (Tapestry).
- I suoi libri sono sulle scrivanie dei professionisti del settore in più di dieci lingue; la sua argomentazione è sopravvissuta alle traduzioni, ai cambiamenti di piattaforma e all’ascesa dell’IA generativa.
- È insolitamente diretto su ciò che non funziona nella misurazione del marketing, motivo per cui i responsabili acquisti di alto livello si avvalgono di lui per rendere più incisivi i dibattiti interni piuttosto che per lusingarli.
Punti salienti della biografia
- Ex direttore senior di Global Analytics ed evangelista del marketing digitale presso Google, con un’esperienza di sedici anni.
- Responsabile globale della strategia presso Human Made Machine; consulente di strategia di marca e trasformazione del marketing presso Tapestry.
- Autore di “Web Analytics: An Hour a Day” e “Web Analytics 2.0” (Wiley), tradotti in più di dieci lingue.
- Ideatore del modello «See-Think-Do-Care» per la strategia di marketing basata sull’intento.
- Insignito del premio “Statistical Advocate of the Year” dall’American Statistical Association e del premio “Most Influential Industry Contributor” dalla Web Analytics Association.
- Autore della newsletter “The Marketing Analytics Intersect”, letta da circa 55.000 leader nel campo del marketing e dell’analisi dei dati.
Biografia
I leader del marketing raramente hanno difficoltà a reperire i dati. La loro difficoltà sta nel decidere cosa significano per la crescita del prossimo trimestre. Questo è il problema che Avinash Kaushik ha trascorso due decenni a rendere gestibile, prima all’interno di Google in qualità di Senior Director of Global Analytics e Digital Marketing Evangelist, e ora come Chief Strategy Officer globale presso Human Made Machine e consulente di strategia di marca per Tapestry.
Il suo modello «See-Think-Do-Care» ha ridefinito il marketing digitale incentrandolo sull’intento del cliente piuttosto che sul canale o sui dati demografici, ed è ora parte integrante del linguaggio operativo dei team di marketing, dai beni di consumo ai servizi finanziari. Si tratta di un’idea semplice con una conseguenza logica: la misurazione e i contenuti devono seguire lo stato d’animo del pubblico, non il piano media dell’agenzia.
Due libri, “Web Analytics: An Hour a Day” e “Web Analytics 2.0”, hanno tradotto questa teoria in pratica e sono stati tradotti in più di dieci lingue. L’American Statistical Association lo ha nominato “Statistical Advocate of the Year”; la Web Analytics Association lo ha riconosciuto come il “Most Influential Industry Contributor”. Ha insegnato e svolto attività di consulenza presso Stanford, la USC Annenberg e la Rotman School di Toronto.
Ciò che contraddistingue il suo lavoro attuale è il rifiuto di trattare l’IA come un argomento a sé stante. Nelle riunioni con CMO e CFO, traccia un percorso che va dalla comprensione del cliente basata sull’intento alla misurazione basata sull’incrementalità, fino al punto in cui l’IA generativa dimostra effettivamente il proprio valore. Al termine della sua presentazione, le raccomandazioni risultano solitamente più mirate e le argomentazioni dei fornitori più deboli.
Argomenti principali delle conferenze
- Strategia di marketing incentrata sull’intento
- Misurazione del marketing basata sull’incrementalità
- IA e IA generativa nel marketing
- Analisi digitale e processo decisionale basato sui dati
- Crescita e fidelizzazione incentrate sul cliente
- Trasformazione del marketing per i dirigenti senior
- Il modello "See-Think-Do-Care" nella pratica
Ideale per
- I CMO e i team dirigenziali di marketing che stanno ridefinendo i sistemi di misurazione in un contesto incentrato sull’intelligenza artificiale.
- Consigli di amministrazione e team esecutivi che sottopongono a stress test il ritorno commerciale derivante dagli investimenti nel digitale e nel marketing.
- Responsabili dell’analisi, dei dati e del performance marketing che si allineano con le funzioni di brand e commerciali.
- CEO e CFO che desiderano un parere esterno autorevole sul contributo del marketing alla crescita.
Risultati per il pubblico
- Una linea di demarcazione più chiara tra le intenzioni dei clienti, le attività di marketing e i risultati commerciali.
- Un test più accurato per verificare se un approccio di misurazione sia effettivamente incrementale o solo riportato.
- Una critica costruttiva su come l’IA generativa viene proposta nel marketing e dove genera un ritorno reale.
- Un vocabolario condiviso, basato sul modello “See-Think-Do-Care”, che i team dirigenziali possono utilizzare per allineare contenuti, media e misurazione.
- Una discussione interna più sicura su dove smettere di investire, non solo su dove investire di più.