Zoe Fragou
Il burnout, il disimpegno e la deriva culturale sono ormai condizioni strutturali all’interno della maggior parte delle grandi organizzazioni, non problemi individuali che si possano risolvere con il coaching. I programmi sul benessere proliferano, mentre il tasso di abbandono, il carico sulla salute mentale e la stanchezza da inclusione continuano ad aumentare. I leader responsabili della cultura aziendale raramente dispongono di una visione clinica che consenta loro di diagnosticare cosa stia effettivamente andando storto.
Zoe Fragou è una psicologa organizzativa e coach esecutivo che aiuta le aziende a individuare e ricostruire le condizioni culturali all’origine del burnout, del disimpegno e delle prestazioni insufficienti.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Zoe Fragou
- Zoe applica la disciplina diagnostica propria della psicologia clinica al lavoro sulla cultura aziendale, cosa che la maggior parte dei coach e dei consulenti in questo settore non è in grado di fare.
- La sua ricerca di dottorato presso la EU Business School di Ginevra verte specificamente sulla psicometria della cultura aziendale, fornendo alle organizzazioni un quadro di riferimento misurabile anziché un semplice manifesto di valori.
- Si occupa attivamente della formazione dei leader della sanità pubblica per l’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa, anche in Kazakistan e in Ucraina, pertanto i suoi contenuti sulla leadership sono messi alla prova nelle condizioni operative più difficili, non solo in ambito aziendale.
- Il suo lavoro abbraccia il burnout, la sicurezza psicologica, la cultura del feedback e l’inclusione come meccanismi interconnessi all’interno dello stesso sistema, piuttosto che come iniziative di benessere separate.
- Riconosciuta esternamente come un’autorità credibile nel campo del coaching, si è classificata al 7° posto a livello globale su Thinkers360 per il coaching ed è stata nominata Miglior Career Coach alla Global Coaching Conference del 2021.
Punti salienti della biografia
- Psicologa organizzativa con abilitazione in psicologia clinica e un master in Gestione delle risorse umane conseguito presso l’Università di Economia e Commercio di Atene.
- Dottoranda presso la EU Business School di Ginevra, dove svolge ricerche sulla psicometria della cultura aziendale.
- Formatore per l’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa nel corso di Leadership nella sanità pubblica da settembre 2023.
- Classificata al 7° posto tra i leader di pensiero globali nel campo del coaching da Thinkers360; inclusa nella classifica dei Top 50 del coaching per il 2024 e il 2025.
- Eletta “Miglior Career Coach” alla Global Coaching Conference 2021; inserita tra i “Top 15 Coaches” di Atene nel 2023.
- Fondatrice di Fragoulous Minds, un collettivo di consulenza con sede ad Atene che lavora con clienti privati e aziendali a livello globale; mentore presso Women On Top, 100mentors e Lean In.
Biografia
La maggior parte dei programmi di benessere è concepita per gestire i sintomi. Essi si affiancano al modello operativo che ha generato il burnout in primo luogo. Il compito di cambiare la cultura sottostante spetta a persone che raramente dispongono di una visione clinica per comprendere cosa stia realmente accadendo all’interno dei team sotto pressione.
Zoe Fragou colma questa lacuna. È una psicologa clinica abilitata che opera a livello organizzativo, ha conseguito un master in Gestione delle risorse umane presso l’Università di Economia e Commercio di Atene e sta conseguendo un dottorato presso la EU Business School di Ginevra sulla psicometria della cultura aziendale. La sua attività spazia dalla trasformazione culturale al coaching esecutivo, passando per la cultura del feedback e la sicurezza psicologica, per clienti privati e aziendali in Europa, Asia e Africa.
Dal 2023 forma i leader della sanità pubblica per l’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa nell’ambito del corso «Public Health Leadership», lavorando con gruppi provenienti da paesi quali il Kazakistan e l’Ucraina. Questo lavoro le permette di mettere alla prova le sue doti di leadership in contesti operativi realmente fragili, non solo in aziende dotate di risorse adeguate, e influenza il modo in cui inquadra la resilienza, il processo decisionale e le dinamiche di gruppo per un pubblico di alto livello.
I riconoscimenti esterni riflettono lo stesso orientamento. Thinkers360 la colloca al 7° posto a livello globale nella categoria Coaching e la include nelle sue classifiche dei 50 migliori coach per il 2024 e il 2025. È stata votata Miglior Career Coach alla Global Coaching Conference del 2021 e nominata tra i 15 migliori coach ad Atene nel 2023. Attraverso Fragoulous Minds, lo studio da lei fondato, guida progetti di cultura e leadership per organizzazioni che intendono affrontare il burnout e il coinvolgimento come un problema di sistema piuttosto che come una questione di benefici accessori.
Argomenti principali delle conferenze
- Trasformazione della cultura aziendale
- Burnout e sicurezza psicologica sul lavoro
- Cultura del feedback e mentalità orientata alla crescita
- Sviluppo della leadership sotto pressione
- Diversità, equità e inclusione
- Salute mentale sul posto di lavoro
- La leadership femminile
- Coaching esecutivo e sviluppo personale
Ideale per
- Direttori delle Risorse Umane (CHRO) e responsabili delle risorse umane (Chief People Officer) impegnati a ricostruire la cultura aziendale dopo una ristrutturazione o una fase di rapida crescita
- Consigli di amministrazione e team esecutivi responsabili delle metriche relative a coinvolgimento, turnover e benessere
- Dirigenti del settore pubblico e della sanità globale che operano in contesti fragili o sottoposti a forte pressione
- Gruppi di alta dirigenza in organizzazioni soggette a regolamentazione, nel settore dei servizi professionali o in seguito a fusioni
Risultati per il pubblico
- Una lettura approfondita di come il burnout si sviluppi effettivamente all’interno dei team e quali leve organizzative possano influenzarlo
- Una definizione operativa di cultura del feedback che si colleghi a una mentalità orientata alla crescita piuttosto che al rituale della gestione delle prestazioni
- Un quadro più onesto per il lavoro sulla diversità, l’equità e l’inclusione (DEI), ancorato ai meccanismi psicologici del pregiudizio e del senso di appartenenza
- Un linguaggio che consenta ai dirigenti senior di parlare di sicurezza psicologica senza cadere nei luoghi comuni sul benessere
- Una visione chiara di dove i programmi di benessere smettono di funzionare e dove deve iniziare la riprogettazione della cultura
Discorsi
Un intervento su come le persone di grande talento riescano a trasformare la vastità delle proprie capacità in risultati concreti senza arrivare all’esaurimento.
Punti chiave:
- Le condizioni in cui la multidimensionalità diventa un vantaggio professionale anziché una fonte di stress
- Consapevolezza di sé e pratiche di definizione dei confini che portano le persone a passare dal “Potrei farlo” al “L’ho fatto”
- In che modo la struttura organizzativa favorisce o ostacola i collaboratori con competenze diversificate
Un intervento programmatico che definisce il burnout come una responsabilità condivisa tra l’individuo e l’organizzazione, nonché un sistema da mantenere piuttosto che uno stato d’animo da gestire.
Punti chiave:
- Perché il burnout spesso non viene riconosciuto finché non diventa strutturale
- Il passaggio dalla gestione individuale alla responsabilità organizzativa
- Modelli pratici di gestione del carico psicologico a livello di team
Un intervento di apertura su diversità, equità e inclusione, basato sulla psicologia della formazione dei pregiudizi e sull’esperienza diretta dell’esclusione.
Punti chiave:
- Come i pregiudizi si formano attraverso le esperienze passate e si cristallizzano in stereotipi
- La differenza tra meccanismi di difesa e discriminazione, e perché è importante nel lavoro sull’inclusione
- Un approccio più sincero alle discussioni sulla DEI (Diversità, Equità e Inclusione) per i team dirigenziali
Un intervento incentrato sul feedback inteso come guida e chiarimento piuttosto che come giudizio, abbinato alle condizioni che rendono operativo il “mindset di crescita”.
Punti chiave:
- Come concepire il feedback come stimolo anziché come minaccia
- Il legame tra la cultura del feedback e la sicurezza psicologica
- Pratiche che rendono visibile la mentalità di crescita nel comportamento quotidiano del team