Mick Ebeling
La maggior parte delle organizzazioni dichiara che l’innovazione è una priorità, per poi archiviare silenziosamente le idee più ardite sotto la voce “impossibili”. I team imparano a distinguere tra i problemi che sono autorizzati ad affrontare e quelli che non dovrebbero nemmeno sollevare. Il risultato è una cultura che produce risultati incrementali e si convince di essere ambiziosa.
Mick Ebeling, fondatore di Not Impossible Labs, aiuta le organizzazioni a trasformare problemi che avevano considerato irrisolvibili in soluzioni che sono state effettivamente realizzate.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Mick Ebeling
- "Impegnarsi prima, poi trovare una soluzione" è un metodo operativo che vanta risultati concreti alle spalle. EyeWriter, Project Daniel, Bento e Music: Not Impossible sono tutti nati da problemi che ingegneri e medici avevano archiviato come impossibili da risolvere.
- Tre "Migliori invenzioni" secondo TIME in tredici anni: l’EyeWriter (2010), Bento (2021), Music: Not Impossible (2023). Nessun altro ha eguagliato questo primato.
- Ebeling incentra l’innovazione su ciò che il suo team definisce «assurdità», ovvero bisogni insoddisfatti legati a persone concrete. Questo vocabolario trova spazio nelle conversazioni con i dirigenti, dove il linguaggio astratto dell’innovazione solitamente fallisce.
- La sua carriera di produttore cinematografico influenza il modo in cui racconta i casi di studio. Il pubblico vede i dettagli operativi di ogni progetto, compreso come è stato realizzato e dove si sono verificati gli attriti.
Punti salienti della biografia
- Fondatore e CEO di Not Impossible, lo studio nato da Not Impossible Labs che oggi comprende il laboratorio, il Not Impossible Institute e la Not Impossible Foundation. Tra le società spin-off figurano Bento e Music: Not Impossible.
- Unica persona ad avere tre invenzioni inserite nella lista delle "Migliori invenzioni" della rivista TIME: l’EyeWriter (2010), Bento (2021) e Music: Not Impossible (2023). L’EyeWriter fa parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.
- Inserito nella classifica dei «50 leader più influenti al mondo» della rivista Fortune. Insignito del premio «Muhammad Ali Humanitarian of the Year».
- Due volte vincitore del premio “Innovazione dell’anno” al SXSW; vincitore del Titanium Lion al Cannes Lions per il “Project Daniel”; nominato per il “Design of the Year” dal Design Museum di Londra; “Agent of Change” di WIRED.
- Autore di “Not Impossible: The Art and Joy of Doing What Couldn’t Be Done”, Simon & Schuster, 2015.
- Fondatore di The Ebeling Group (2001), una società di produzione di film commerciali e animazione che vanta tra i propri lavori “Stranger Than Fiction”, “Il cacciatore di aquiloni” e “Quantum of Solace”.
Biografia
Nell’aprile 2009, un artista di graffiti di nome Tony “Tempt” Quan ha realizzato la sua prima opera d’arte dopo sette anni, utilizzando esclusivamente il movimento degli occhi. Dal 2003 era stato messo a tacere dalla SLA. La tecnologia che lo ha reso possibile, l’EyeWriter, è stata assemblata in un salotto di Los Angeles. Mick Ebeling aveva fatto arrivare in aereo cinque programmatori e hacker provenienti dal Graffiti Research Lab, dal Free Art and Technology Lab e da openFrameworks per tentare l’impresa. Il dispositivo fa ora parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.
Quell’episodio ha definito il metodo di lavoro alla base di tutto ciò che Ebeling ha realizzato da allora. Not Impossible Labs individua quelle che il team definisce «assurdità»: problemi umani specifici che la tecnologia odierna dovrebbe essere in grado di risolvere e che invece non ha ancora risolto. Il modello consiste nell’impegnarsi a favore di una singola persona, sviluppare una soluzione funzionante e poi estenderla su larga scala. Il team chiama questo approccio «Help One. Help Many.»
Il portfolio che ne è seguito ha mantenuto la stessa struttura. Il progetto Daniel ha prodotto protesi per le braccia stampate in 3D per un adolescente del Sud Sudan a cui un bombardamento aveva reciso le mani. Il progetto è stato nominato per il premio “Design of the Year” dal Design Museum di Londra e ha vinto il Titanium Lion ai Cannes Lions. Bento, un sistema basato su messaggi di testo che mette in contatto gli americani in condizioni di insicurezza alimentare con pasti prepagati offerti da ristoranti e negozi di alimentari locali, è nato come “Hunger: Not Impossible”. Da allora si è trasformato in una società a sé stante ed è stato insignito del riconoscimento “World Changing Ideas” da Fast Company. Music: Not Impossible ha realizzato giubbotti tattili che consentono al pubblico sordo e ipoudente di percepire la musica dal vivo sotto forma di schemi di vibrazione. Tre di queste invenzioni figurano nella lista delle "Migliori invenzioni" della rivista TIME, un primato che nessun altro individuo detiene.
Per le organizzazioni, il valore risiede meno nei progetti in sé che in ciò che essi dimostrano. La parola “impossibile” ha quasi sempre un peso maggiore di quanto meriti all’interno di un’azienda. Il metodo di Ebeling, “impegnati, poi trova una soluzione”, deriva dalla sua precedente carriera come produttore cinematografico presso The Ebeling Group, dove le scadenze impossibili erano parte integrante del business. Il pubblico torna a casa con un test per la parola «impossibile» da applicare alla propria organizzazione. Torna a casa anche con casi concreti da citare la prossima volta che un’idea difficile verrà etichettata come tale.
Argomenti chiave della presentazione
- Metodologia dell’innovazione e psicologia dell’«impossibile»
- Cultura orientata allo scopo e missione organizzativa
- Collaborazione radicale tra discipline
- La tecnologia applicata ai problemi umani
- Il modello “Aiuta uno. Aiuta molti.”
- Lo storytelling come disciplina dell’innovazione
Ideale per
- I responsabili dell’innovazione e della ricerca e sviluppo alle prese con problemi che hanno classificato come troppo difficili da risolvere
- Amministratori delegati e team dirigenziali che cercano di tradurre le dichiarazioni di intenti in cultura aziendale
- Conferenze sull’innovazione e la trasformazione alla ricerca di un relatore di spicco accreditato con una metodologia riconosciuta
- Team interfunzionali a cui viene chiesto di ottenere risultati che il loro attuale approccio non copre
- Pubblico operante nei settori sanitario, farmaceutico, tecnologico, finanziario e dei servizi professionali, dove le sfide ambiziose vengono sistematicamente archiviate come troppo difficili da risolvere
Risultati per il pubblico
- Un vocabolario operativo per distinguere le idee realmente irrealizzabili da quelle semplicemente non ancora tentate
- Una serie di casi di studio specifici che possono citare quando devono difendere i budget destinati all’innovazione e le ambizioni all’interno della propria organizzazione
- Un criterio diverso per destinare risorse a un problema complesso, modellato su un metodo che ha prodotto ripetutamente tecnologie funzionanti
- Una visione più onesta del divario tra lo scopo dichiarato di un’organizzazione e il modo in cui tale scopo si riflette nelle decisioni quotidiane
Discorsi
Una sessione di lavoro su come il termine “impossibile” venga applicato all’interno delle organizzazioni e su come superarlo senza rinunciare al rigore.
Punti chiave:
- I meccanismi psicologici e culturali che inducono le organizzazioni a classificare a priori le idee come impossibili
- Un metodo per distinguere le idee realmente irrealizzabili da quelle semplicemente non ancora provate
- Pratiche per costruire una cultura in cui ci si impegni ad affrontare problemi ambiziosi, per poi risolverli
Un’argomentazione a sostegno del fatto che lo scopo, se correttamente integrato nella cultura aziendale, generi coinvolgimento e innovazione in modo più affidabile rispetto ai programmi di soddisfazione o fidelizzazione.
Punti chiave:
- Perché lo scopo deve essere messo in pratica, non solo dichiarato in una dichiarazione di valori
- In che modo una missione condivisa influenza i risultati in termini di coinvolgimento e innovazione
- Come identificare i membri di un team in grado di tradurre lo scopo nelle decisioni quotidiane
Uno sguardo a come combinazioni insolite di competenze producano soluzioni che i team convenzionali non riescono a realizzare, sulla base della composizione dei team dei progetti di Not Impossible Labs.
Punti chiave:
- Cosa rende una persona un collaboratore di grande valore nell’affrontare problemi complessi
- Come formare team interdisciplinari senza perdere la coerenza
- Come gestire gli attriti che i team interfunzionali inevitabilmente generano
Una panoramica dei cambiamenti tecnologici e culturali che hanno ridotto i costi di realizzazione e delle opportunità che tali risparmi offrono alle organizzazioni.
Punti chiave:
- Come il movimento maker e le reti aperte abbiano cambiato chi può realizzare cosa
- I fattori che stanno guidando l’attuale ondata di innovazione sociale e tecnica
- Dove le organizzazioni dovrebbero cercare le opportunità create da questi cambiamenti