Frankie Bridge
In quasi tutte le grandi organizzazioni esistono politiche sulla salute mentale sulla carta. Ciò che di solito manca è una voce che i dipendenti possano riconoscere dalla propria esperienza di vita, qualcuno che renda il dialogo un’occasione di condivisione piuttosto che una mera formalità. Quando i programmi sul benessere vengono percepiti come un obbligo da parte delle Risorse Umane, la partecipazione si arena e le persone che hanno più bisogno di sostegno rimangono in silenzio.
Frankie Bridge è una conduttrice televisiva, autrice e ambasciatrice di Mind che tiene conferenze rivolte a un pubblico di lavoratori sui temi dell’ansia, della depressione e della salute mentale delle madri, attingendo alla propria esperienza personale e avvalendosi del contributo clinico dei suoi coautori.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Frankie Bridge
- Lei trasforma un programma sul benessere in una conversazione a cui i dipendenti partecipano davvero. Le testimonianze di esperienze vissute coinvolgono il pubblico ben oltre il semplice documento programmatico, in un modo che le presentazioni cliniche raramente riescono a fare.
- I suoi due libri, OPEN e GROW, sono stati scritti in collaborazione con la psicologa clinica Maleha Khan e lo psichiatra dottor Mike McPhillips, il che conferisce al materiale una struttura che va oltre la semplice autobiografia e offre ai dipendenti un punto di riferimento da portare con sé.
- È ambasciatrice ufficiale di Mind, la più grande organizzazione benefica del Regno Unito per la salute mentale, e fonda la sua attività di sensibilizzazione su un’istituzione riconosciuta piuttosto che sulla sola testimonianza personale.
- La sua piattaforma raggiunge quella fascia demografica di dipendenti che la maggior parte dei programmi aziendali di benessere fatica a coinvolgere: donne dai 25 ai 45 anni, genitori che lavorano e un pubblico al di fuori del consueto circuito del benessere dei dirigenti.
Punti salienti della biografia
- Ambasciatrice di Mind, l’organizzazione benefica britannica per la salute mentale, in seguito al ricovero in ospedale nel maggio 2012 per ansia, depressione e attacchi di panico.
- Autrice di OPEN: Why Asking for Help Can Save Your Life, un bestseller del Sunday Times scritto in collaborazione con la psicologa clinica Maleha Khan e lo psichiatra dottor Mike McPhillips.
- Autrice di GROW: Motherhood, mental health and me, pubblicato nel 2021, sempre in collaborazione con Khan e McPhillips.
- Conduttrice di “Open Mind with Frankie Bridge”, un podcast in onda dal 2019 su Apple Podcasts, Spotify e Global Player.
- Dal 2021 è ospite fissa del programma “Loose Women” su ITV, dove parla pubblicamente di ansia e salute delle donne.
- Ex membro delle The Saturdays (dal 2007 al 2014) e seconda classificata a “Strictly Come Dancing” della BBC nel 2014.
Biografia
Un programma di benessere funziona solo quando i dipendenti credono che le persone che hanno di fronte abbiano vissuto le loro stesse esperienze. Quella credibilità è difficile da costruire partendo da un documento programmatico o da una presentazione clinica. Bridge si è conquistata il suo pubblico partendo da una prospettiva opposta, parlando apertamente del suo ricovero in ospedale nel 2012 per ansia e depressione, mentre era ancora membro di uno dei gruppi pop più famosi del Regno Unito.
Il suo libro OPEN: Why Asking for Help Can Save Your Life è nato proprio in quel periodo ed è diventato un bestseller del Sunday Times. È stato scritto in collaborazione con la psicologa clinica Maleha Khan e lo psichiatra dottor Mike McPhillips, ed è proprio questo che lo distingue da una classica autobiografia di una celebrità. GROW, pubblicato nel 2021, ha applicato lo stesso formato alla salute mentale materna, sempre con Khan e McPhillips, affrontando l’ansia durante la gravidanza e i primi anni della genitorialità.
Il suo impegno sociale si inserisce in un rapporto ufficiale con Mind, l’ente benefico britannico per la salute mentale, di cui è ambasciatrice ufficiale. Il suo podcast *Open Mind* amplia questo lavoro attraverso conversazioni più approfondite con ospiti della vita pubblica, mentre la sua partecipazione al programma *Loose Women* di ITV mantiene il tema della salute mentale al centro dei programmi televisivi femminili di grande audience.
Per un pubblico aziendale, il valore specifico sta nel raggiungere quei gruppi di dipendenti che i programmi sul benessere spesso trascurano. Le donne lavoratrici tra la fine dei vent’anni e la metà dei quaranta la riconoscono dalla televisione, dalle librerie e dai podcast, e proprio per questo la ascoltano con un orecchio diverso. Questa è la variabile che la maggior parte delle campagne interne sulla salute mentale non riesce a risolvere solo con il budget.
Argomenti principali delle conferenze
- La salute mentale sul posto di lavoro
- Salute mentale materna
- Ansia, depressione e attacchi di panico
- Benessere dei dipendenti ed esperienze vissute
- La salute delle donne sul lavoro
- Ridurre lo stigma nelle discussioni aziendali sulla salute mentale
Ideale per
- Giornate dedicate al benessere dei dipendenti, eventi di sensibilizzazione sulla salute mentale e conferenze interne in cui l’esperienza vissuta ha un impatto maggiore rispetto alla sola teoria clinica.
- Team delle risorse umane, delle risorse umane e DEI che sviluppano programmi per i genitori che lavorano, in particolare per le donne che rientrano dal congedo di maternità.
- Reti di donne e gruppi di risorse per la diversità (ERG) alla ricerca di una relatrice di grande visibilità che parli in modo credibile di ansia e salute mentale materna.
Risultati per il pubblico
- Un chiaro punto di riferimento, basato su due libri pubblicati, su come affrontare i temi dell’ansia e della depressione sul posto di lavoro senza ricorrere al linguaggio burocratico.
- Uno sguardo diretto su come la salute mentale materna si manifesta nei primi anni del rientro al lavoro, tratto dal lavoro di Bridge con i suoi coautori clinici.
- Il permesso per i dipendenti di considerare le conversazioni sulla salute mentale come normali piuttosto che come un problema che richiede un intervento, il che a sua volta aumenta il coinvolgimento con le risorse esistenti per il benessere.
- Una risposta concreta alla domanda con cui la maggior parte dei programmi di benessere si trova in difficoltà: come si presenta in pratica la richiesta di aiuto, raccontata da chi l’ha fatto.