Zavier Coyne
I giovani dipendenti se ne vanno più velocemente di quanto le aziende riescano a sostituirli, e i manager continuano ad attribuire la causa a un problema di atteggiamento. La vera causa è di natura strutturale. La prima generazione nata in un mondo completamente digitale ha una visione diversa del feedback e dell’autorità, e la maggior parte degli ambienti di lavoro non è stata concepita per questo. Erroneamente interpretato come un problema di atteggiamento, questo attrito incide negativamente sulla fidelizzazione dei dipendenti oggi e sulla formazione dei futuri leader domani.
Zavier Coyne aiuta le organizzazioni a trasformare l’attrito tra i dirigenti e i dipendenti nativi digitali in fidelizzazione e rendimento, utilizzando un modello comportamentale che egli definisce “Generational Intelligence”.
Full Profile
Perché le organizzazioni collaborano con Zavier Coyne
- È uno dei pochi esperti generazionali che appartiene proprio alla generazione in questione. La maggior parte degli esperti sulla Generazione Z sono ricercatori più anziani che la studiano dall’esterno; Zavier ha avviato la sua prima attività a 15 anni e affronta l’argomento da nativo digitale, quindi è in grado di fungere da ponte in entrambe le direzioni tra i dirigenti senior e i dipendenti che questi ultimi faticano a comprendere.
- Il suo modello di “Generational Intelligence” offre ai leader qualcosa su cui intervenire, anziché qualcuno da incolpare. Considera l’attrito con i giovani dipendenti come un disallineamento strutturale nel modo in cui i nativi digitali gestiscono il feedback e l’autorità, non come un problema di atteggiamento o di presunzione.
- Il lavoro si basa su dati che i leader già possiedono. Gen Z Coach si occupa di fidelizzazione e coinvolgimento con clienti che spaziano dalle start-up tecnologiche alle aziende quotate nel FTSE 100 e al NYSE, quindi le sessioni sono costruite attorno a risultati misurabili, non a sensazioni.
- Un unico intervento può raggiungere entrambe le parti in causa. Si rivolge ai vertici aziendali su come guidare i talenti nativi digitali e ai dipendenti all’inizio della carriera su come lavorare con le diverse generazioni senza abbassare gli standard, affrontando l’attrito da entrambe le direzioni contemporaneamente.
Punti salienti della biografia
- Co-fondatore di Gen Z Coach, una società di consulenza multigenerazionale sulle prestazioni i cui clienti spaziano dalle start-up tecnologiche e dalle università alle aziende quotate nel FTSE 100 e al NYSE
- Ideatore del framework Generational Intelligence (GQ), un insieme di competenze comportamentali per guidare e lavorare con le generazioni native digitali
- Relatore TEDx e collaboratore ospite della Skills Series della School of Management dell’Università di Bath
- Coach accreditato al massimo livello presso l’Association for Coaching e Master Coach in Psicologia Intuitiva
- Membro di beVisioneers: The Mercedes-Benz Fellowship, parteciperà alla sessione dedicata all’imprenditoria giovanile del programma a Davos durante il Forum Economico Mondiale del 2026
- Ospite d’eccezione in podcast dedicati alla leadership generazionale, tra cui “Elephants in the Boardroom” di TomorrowToday Global, e fondatore di un podcast di crescita personale che ha raggiunto la vetta delle classifiche di Apple
Biografia
La Generazione Z è la prima generazione plasmata interamente dai sistemi digitali fin dalla nascita e sta ora entrando in ambienti di lavoro concepiti per un’epoca precedente. Il risultato è un attrito che la maggior parte dei leader interpreta in modo errato. Il calo della fidelizzazione e il calo del coinvolgimento vengono attribuiti all’atteggiamento, quando il vero divario risiede nel modo in cui i dipendenti nativi digitali gestiscono il feedback e l’autorità.
Zavier Coyne ha incentrato il proprio lavoro sul colmare questo divario. Attraverso Gen Z Coach, la società di consulenza da lui cofondata, ridefinisce la questione come un disallineamento strutturale piuttosto che come un problema di valori. Le dà un nome: “Generational Intelligence”, un insieme di competenze comportamentali che sia i leader che i giovani dipendenti possono acquisire attraverso la formazione. I suoi clienti spaziano dalle start-up tecnologiche e dalle università alle aziende quotate nel FTSE 100 e alla Borsa di New York (NYSE), e l’efficacia del suo lavoro viene misurata in termini di fidelizzazione e coinvolgimento.
Ciò che lo distingue dalla maggior parte delle voci che si esprimono sull’argomento è la sua posizione. Le autorità riconosciute sulla Generazione Z tendono ad essere ricercatori più anziani che la descrivono dall’esterno. Zavier è un nativo digitale che ha avviato la sua prima attività a 15 anni e affronta l’argomento dall’interno della generazione stessa. Questo gli permette di fare da tramite in entrambe le direzioni, motivo per cui i dirigenti senior lo utilizzano come ponte verso i dipendenti che trovano difficili da interpretare.
Le sue credenziali sono concrete. Zavier è un relatore TEDx e un coach accreditato al massimo livello dall’Association for Coaching. In qualità di membro di beVisioneers: The Mercedes-Benz Fellowship, ha partecipato alla sessione dedicata all’imprenditoria giovanile del programma a Davos durante il Forum economico mondiale del 2026.
Argomenti principali degli interventi
- L’intelligenza generazionale sul posto di lavoro
- La forza lavoro nativa del digitale
- Fidelizzazione e coinvolgimento della Generazione Z
- Dinamiche dei team multigenerazionali
- Il futuro del lavoro
- Sviluppo dei talenti all’inizio della carriera
Ideale per
- Direttori delle Risorse Umane (CHRO) e responsabili del Talento che devono affrontare un calo della fidelizzazione o del coinvolgimento tra i dipendenti all’inizio della carriera
- Responsabili delle risorse umane e della formazione e sviluppo (L&D), compresi i responsabili della formazione e sviluppo, che progettano programmi per una forza lavoro composta da cinque generazioni
- Dirigenti senior e responsabili delle risorse umane che gestiscono team di nativi digitali e desiderano ridurre gli attriti generazionali
- Organizzazioni la cui crescita dipende dal reclutamento e dalla fidelizzazione dei talenti della Generazione Z, dalle start-up tecnologiche alle grandi società quotate in borsa
Risultati per il pubblico
- Un linguaggio comune per definire gli attriti generazionali, in modo che i team smettano di attribuirli all’atteggiamento o a un senso di diritto
- Cambiamenti specifici che i manager possono apportare al feedback e alle aspettative nei confronti dei dipendenti nativi digitali
- Una visione più chiara di ciò che rende effettivamente diversa la Generazione Z sul posto di lavoro, distinguendolo da ciò che è semplicemente frainteso
- Per i dipendenti più giovani, modi pratici per lavorare con colleghi di diverse fasce d’età senza abbassare i propri standard
Discorsi
Fornisce ai leader un quadro di riferimento comportamentale per ottenere prestazioni elevate da dipendenti nativi digitali senza ricorrere al micro-management né abbassare gli standard.
Punti chiave:
- In che modo il condizionamento generazionale e digitale influenza il comportamento, la motivazione e la comunicazione sul lavoro
- Cosa rende davvero diversa la Generazione Z, distinguendola da ciò che è semplicemente frainteso
- Modi pratici per definire le aspettative e fornire feedback che migliorino il senso di appartenenza e la responsabilità
Aiuta i dipendenti “nativi digitali” a comprendere il proprio stile di lavoro e a operare in modo efficace con colleghi di diverse generazioni senza perdere la propria identità o i propri standard.
Punti chiave:
- In che modo l’essere nativi digitali plasma i tuoi valori, le tue aspettative e il tuo comportamento sul lavoro
- In che modo le altre generazioni comunicano e interpretano i comportamenti in modo diverso
- Modi pratici per fare proprio il feedback e andare incontro ai colleghi più anziani